CERIGNOLA – IL GRUPPO STATUARIO DELLA VERGINE SANTISSIMA DELLA PIETA’ DELLA CONFRATERNITA DEL SS. SACRAMENTO (1839)


Mentre ci accingiamo a vivere i Riti della Settimana Santa, che generano vistosa teatralità e intensa carica emotiva nei fedeli, in modo particolare per la visione dei Simulacri raffiguranti le Madonne ADDOLORATE vestite, mi voglio soffermare su una di queste Statue.

Aggiungo che le citate Statue sono manichini vestiti che venivano realizzati per conferire leggerezza, stabilità e praticità per i portantini durante le prolungate e lente processioni penitenziali;  inoltre andavano a sostituire quelle di antica tradizione medievale più pesanti perché  interamente in legno.

Ma arriviamo al “cuore” della Settimana Santa che vede snodarsi, in città, varie processioni, come quelle del  VENERDI’ SANTO, molto suggestive, che riescono a trasmette nei  fedeli  una profonda commozione e devozionale. Una di queste è la processione della Vergine della PIETA’ comunemente  chiamata  DESOLATA. Precisiamo che la iconografia,  che comunemente raffigura la Vergine Desolata, si compone della sola Statua della Vergine. Mentre la Pietà è raffigurata con Maria ed il Cristo sotto di essa, nel nostro caso si compone  di più personaggi che vanno a costituire un Gruppo scultoreoMaria sotto la Croce, il Cristo adagiato ai suoi piedi, con Angeli.

All’imbrunire del Venerdì Santo, dopo l’azione  liturgica pomeridiana della Croce, il Gruppo Materno varca l’ingresso dell’antica Chiesa Madre (secc.X-XI), già Cattedrale di Cerignola (1819), nel  Rione Medievale “Terra Vecchia”, per attraversare con lento incedere processionalmente, prima per le strette strade del Rione, a seguire le altre, quelle principali. Dal 2016 il Vescovo, Mons. Luigi Renna, ha voluto valorizzare il Gruppo scultoreo, facendolo sostare in Piazza Duomo dove viene compiuto il pio rito della Via Crucis sul sagrato della Cattedrale. Il Gruppo Statuario è conosciuto, da sempre, con il nome della Desolata di Sant’Agostino. Infatti la processione usciva dalla Chiesa di Sant’Agostino (secc.XV-XVIII) ubicata a pochi passi dalla Chiesa Madre; poi, per motivi di agibilità e tutela, è stato trasferito, nel 2008, nella menzionata Chiesa Madre. La Chiesa di Sant’Agostino con gli annessi locali della sacrestia è stata, ed è ancora, sede della Confraternita del SS. SACRAMENTO (1839), fondata dal Can. Mansionario D. Nicola Cibelli (1).

A caratterizzare la manifestazione sacra è la presenza dei due “Cirenei”. E’ il “Cristo Rosso” che indossa una tunica colore rosso porpora con un cappuccio che copre la testa e il volto dello stesso colore, altresì la testa cinta da una corona di spine e a piedi nudi. Inoltre i fianchi legati da una corda di canapa con terminali pendenti. Una pesante Croce di legno ne motiva il portamento curvo e determina, ad imitazione, le Tre Cadute.

La processione è  scandita  da marce inerenti alla Passione suonate dalla banda cittadina.

Il Gruppo Scultoreo non è quello venerato in origine. Infatti la tradizione ebbe inizio con la venuta dei Padri Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, nel 1843 (2), mandati dal Fondatore, San Gaetano Errico (3) di Secondigliano, che volle dotare la Chiesa della Statua  dell’Addolorata, di cui era devotissimo, costituita dal Gruppo comprendente la Vergine, la Croce alle spalle della stessa, un alto Angelo Consolatore posto in piedi al lato sinistro, due Angeli molto più piccoli piangenti ad esprimere dolore, recanti i segni della Passione, sul lato destro. La Statua si presentava con Abiti ricamati in oro, il Cuore trafitto da uno Spadino e Corona tutti in argento. Sappiamo che San Gaetano Errico, venuto più volte nel loro Convento di Cerignola, fece realizzare la Statua dell’Addolorata nella Chiesa a Lei dedicata, a Secondigliano, dal “valente” artista scultore napoletano Francesco Verzella nel 1835 (4). Quella di Cerignola era una esatta copia (5) , infatti da una lettera, datata 30 agosto 1843 spedita dal P. Gaetano Errico da Secondigliano ed indirizzata a P. Don Giuseppe Orlando dei SS. CC., Rettore del Collegio di Cerignola, scrive quanto segue: “[…] In questa mattina ho mandato il fratello D. Michele [Orlando fratello di Giuseppe] dallo statuario per far terminare la statua a tutto punto,  giacchè non ho potuto calare di persona per cagione della gamba, ed in pari tempo a far consapevole di quanto mi avete scritto per l’organaro […]” (6). La Statua andò bruciata accidentalmente nel 1905 (o 1906) nel periodo della Festa dell’Addolorata nell’ultima domenica di settembre. Fu rifatta da un artista leccese. Questo è quanto riferivano anziani confratelli agli inizi degli anni ’70  (7).

La nuova Statua, che si compone di altri personaggi, con il passare del tempo ha subito molteplici modifiche, ritocchi e restauri maldestri fino ad arrivare a noi; al 2014 risale l’ultimo restauro finanziato dalla Confraternita del SS. Sacramento facendo anche confezionare nuovi abiti che la rendono più reale e coinvolgente di cui si descriveranno più avanti.

Il Gruppo poggia su un basamento ligneo ricoperto da stucco e a sua volta fogliettato in oro. La Vergine della Pietà  ha la testa, le mani e i piedi di legno assemblati su di una struttura a manichino impagliato con braccia snodabili, che  poggia su una roccia in legno cartapestato, così anche l’Angelo Consolatore. Il Cristo Morto è in cartapesta aggiunto successivamente  mentre gli Angeli che recano i simboli della Passione sono interamente in legno. Sul capo della Vergine è presente un foro dove veniva agganciata la Corona in argento che andava ad impreziosire la Madonna ricalcando  la stessa iconografia dell’originaria opera scultorea della Desolata andata bruciata.  La Corona in Argento (all’imperiale) con il tempo per “serene vedute” da parte di alcuni non è stata più posta, facendola cadere nel dimenticatoio e facendo venir meno lo spirito devozionale dei donatori e il titolo di Maria Regina del Dolore. Infatti la Corona reca incisi i nomi dei donatori: “A  D(EVOZIONE) DELLE S(ORE)LLE E. e F. CIBELLI” e reca il punzone dell’argentiere: “R. CINO”, che si pubblica per la prima volta.  Sarebbe  un ottimo motivo il riposizionamento  della Corona  per far conoscere ai devoti l’antica bellezza della scultura valorizzandola ancor più, inducendo maggiore sensibilità al senso della processione e al dramma che la Regina del Dolore ha provato al momento della morte del Figlio. Una particolarità: il VOLTO della Vergine manifesta una espressione contratta dal dolore, non svenevole,  tipica caratteristica delle Statue delle Madonne Addolorate, della Pietà e delle Desolate del ‘700-‘800, ma manifesta un volto così materno da renderlo naturale e reale. L’incarnato della Madonna è un rosa pallido per accentuare il dolore, gli occhi sono in vetro che rendono il viso più reale , e  a osservare attentamente si intravedono dei segni lasciati dalle Lacrime di vetro che evidentemente solcavano il viso, la pettinatura dei capelli, a chignon, completano la testa.

 Il 15 settembre  solennità dell’Addolorata, nella Chiesa di Sant’Agostino c’era  la tradizione  di festeggiare la Madonna che veniva arricchita da monili in oro donati dai devoti, infatti sono rimasti i segni  sui lobi delle orecchie dove venivano agganciati gli orecchini , mentre  un abito di colore rosso con manto blu copriva la Statua. Questa tradizione, con il tempo, è andata scemando, sminuendo quella che era una devozione che La vedeva più volte, durante l’anno,  protagonista nella devozione dei fedeli. Sul petto della Vergine nella Settimana Santa viene posto il Cuore raggiato, che reca a tergo inciso quanto segue: “A DIV(OZIONE) DI ALFONSO MASSA 1902”, trafitto da uno Spadino. La iscrizione viene pubblicata per la prima volta. Un altro cuore caratterizzava il gruppo poi spostato su di una lumiera che veniva posta sul basamento.

La scultura ha due abiti che vengono cambiati in prossimità della Settimana Santa: uno di recente fattura, dove il manto, la gonna e il corpetto con maniche sono in raso lavorato a seta con lo stesso tessuto già plissettato per il corpetto poi ricamato in seta a mano. L’Angelo Consolatore con i colori dei suoi abiti ci proietta alla Resurrezione  è tutto in chiffon bicolore, la Dalmatica è in broccato di seta e lurex oro, con una fascia colorata dov’è ricamato una parte del testo dello Stabat Mater, utilizzati per la Settimana Santa, mentre l’altro abito è di più semplice fattura. L’opera trasmette una spontanea e schietta devozione. Essa in origine si trovava nella grande nicchia che sovrasta l’antico Altare Maggiore, marmoreo policromo, della Chiesa di Sant’Agostino, successivamente trasferita in una nicchia laterale sulla sinistra dell’unica navata, appena superato l’ingresso.

Concludendo facciamo tesoro delle parole di GIOVANNI PAOLO II sulla Liturgia e la pietà popolare: “[…]QUESTA PIETA’ POPOLARE NON PUO’ ESSERE NE’ IGNORATA NE’ TRATTATA CON INDIFFERENZA O DISPREZZO, PERCHE’ E’ RICCA DI VALORI, (cfr. Pauli VI “Evangeli Nuntiandi”, 48) E GIA’ DI PER SE’ ESPRIME L’ATTEGGIAMENTO RELIGIOSO DI FRONTE A DIO. MA ESSA HA BISOGNO DI ESSERE DI CONTINUO EVANGELIZZATA, AFFINCHE’ LA FEDE, CHE ESPRIME, DIVENGA UN ATTO SEMPRE PIU’ MATURO ED AUTENTICO […]” (8).

 

Bibliografia e Note

(1)MATTEO STUPPIELLO, La realtà confraternale a Cerignola (secc. XVI – XX), in “Le confraternite pugliesi in età moderna 2”, a cura di LIANA BERTOLDI LENOCIAtti del Seminario internazionale di studi 27-28-29 aprile 1989 – Bari, del CENTRO RICERCHE DI STORIA RELIGIOSA IN PUGLIA, Schena Editore, Fasano (BR), 1990), pp. 492-493. Nei locali annessi alla Chiesa di Sant’Agostino, dove officia la Confraternita del SS. Sacramento, vi è una Tela, dipinto ad olio, raffigurante il Can. Nicola Cibelli, Fondatore della menzionata Confraternita nel 1839.

(2)VINCENZO PENNINO (P.), Lettere del Venerabile Gaetano Errico Fondatore della Cong.ne dei PP. Missionari dei SS. Cuori raccolte ed annotare dal P. Vincenzo M. Pennino della stessa Cong.ne con brevi notizie intorno alla vita dello stesso Servo di Dio, Napoli, 1908.

(3) Nella ex Sacrestia della Chiesa di Sant’Agostino, dove officia la Confraternita del SS.mo Sacramento vi è un Dipinto (sec. XIX)  olio su tela che raffigura San Gaetano Errico.

(4) GIUSEPPE RUSSO, Gaetano Errico profeta dei tempi nuovi, Torre del Greco, 1991, p. 143.

(5) Si conserva una Immaginetta (“santino”) nell’Archivio Privato di Matteo Stuppiello, che ringrazio per la disponibilità nel volerla pubblicare per la prima volta.

(6)VINCENZO PENNINO (P.), Lettere del Venerabile…, op. cit., p. 80.

(7) notizie reperite dal prof. Matteo Stuppiello nelle sue attente e scrupolose ricerche sin dagli anni ’60.

(8)  LETTERA APOSTOLICA / VICESIMUS QUINTUS ANNUS / DEL SOMMO PONTEFICE / GIOVANNI PAOLO II / NEL XXV ANNIVERSARIO / DELLA COSTITUZIONE CONCILIARE / “SACROSANCTUM CONCILIO” / SULLA SACRA LITURGIA  –  V. / IL FUTURO DEL RINNOVAMENTO / d)  Liturgia e pietà popolare –  18. Infine, per salvaguardare la riforma ed assicurare l’incremento della liturgia (cfr. “Sacrosanctum Concilium”, 1), occorre tener conto della pietà cristiana e del suo rapporto con la vita liturgica (cfr.”Aacrosanctum concilium”, 12 – 13). Lettera Apostolica  del 04/12/1988.

 

Cerignola, 12 aprile 2017                                    Michele Braschi

 

 

Cerignola – Piazza Duomo – La Pietà sosta davanti alla Cattedrale per la prima volta in occasione della Processione del Venerdì Santo – Foto Michele Braschi 25.3.2016.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – Particolare della Pietà con gli abiti nell’ordinario – Foto Michele Braschi 7.3.2017.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – Particolare della Pietà con gli abiti del Venerdì Santo – Foto Michele Braschi 25.3.2016.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – Particolare del volto della Pietà solcato dai segni delle lacrime non più presenti – Foto Michele Braschi 7.3.2017.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – La Pietà con gli abiti del Venerdì Santo impreziosito dal cuore raggiato in argento – Foto Michele Braschi 28.3.2017.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – La Pietà – Particolare dell’Angelo Consolatore – Foto Michele Braschi 21.2.2017.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – La Pietà – Particolare dell’Angelo Consolatore – Foto Michele Braschi 21.2.2017.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – La Pietà – Particolare dell’Angelo della Passione che reca la Corona di Spine – Foto Michele Braschi 29.1.2017.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – La Pietà – Il cuore della Madonna – Foto Michele Braschi 28.3.2017.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – La Pietà – La Corona in Argento (Confraternita SS. Sacramento) – Foto Michele Braschi 28.3.2017.

 

Cerignola – Processione della Pietà in Via Don Minzoni – Il Cireneo che si inginocchia davanti alla Chiesa del Purgatorio – Foto Michele Braschi 3.4.2015.

 

Cerignola – Chiesa Madre – Parrocchia “San Francesco d’Assisi” – La Pietà – Particolare del corpetto ricamato nero su nero con ricami di palme con pietre in color argento – Foto Michele Braschi 28.3.2017.

 

Secondigliano (NA) – Addolorata di S. Gaetano Errico, fondatore dei padri Missionari dei Sacri Cuori – Tratta da: GIUSEPPE RUSSO, Gaetano Errico profeta dei tempi nuovi, Torre del Greco, 1991, p. 143.

 

ARCHIVIO PRIVATO MATTEO STUPPIELLO – Rara copia di un antico Santino di Maria SS. Desolata che veniva distribuito nella Chiesa di Sant’Agostino – Pubblicato per la prima volta.

 

Cerignola – Sacrestia della Chiesa di Sant’Agostino – Dove officia la Confraternita del SS. Sacramento (1839) – Dipinto olio su Tela di San Gaetano Errico (sec. XIX) – Foto Michele Braschi 28.3.2017.

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