UNA ENTUSIASMANTE E PROFICUA ESPERIENZA DIDATTICA “SULLA STORIA DEL NOSTRO TERRITORIO NEL TEMPO” VISSUTA DA 75 BAMBINI/E DELLE IV ELEMENTARI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO “DON BOSCO-BATTISTI” – CERIGNOLA


Su invito dell’Ins. COSIMO VALENTINO, convinto assertore nel profondere l’amore per la propria CITTA’ e portare a conoscenza degli ALUNNI la sua STORIA, su richiesta del Gruppo INSEGNANTI delle IV Classi Elementari dell’ISTITUTO COMPRENSIVO “DON BOSCO-BATTISTI”, Dirigente Scolastico la Dott.ssa GIULIANA COLUCCI, l’8 marzo 2019 nella Sala Teatro del medesimo Istituto, lo scrivente ha tenuto, a nome del Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, dell’Archeoclub Sezione di Cerignola e del Museo Etnografico Cerignolano (1979), un ENTUSIASMANTRE e PROFICUO INCONTRO su “La STORIA DEL NOSTRO TERRITORIO NEL TEMPO” con l’attiva partecipazione degli ALUNNI/E.

Le CLASSI presenti sono la IV A – B – C, partecipanti al PROGETTO SCOLASTICO: “LA CULTURA CONTADINA, LE TRADIZIONI, LA STORIA DEL NOSTRO TERRITORIO NEL TEMPO”. Le Insegnanti coinvolte: Giampiera ALBANESE, Sabina DABELLONIO, Maria GADALETA, Giuseppina PAOLICELLI, Caterina PUGLIESE, Rita ZANGRILLI.

Finalità del PROGETTO “Si guideranno gli Alunni a conoscere in modo diretto e giocoso la cultura del nostro Territorio, individuandone gli elementi più specifici collocandone persone, fatti ed eventi nel tempo, conoscendone le proprie realtà territoriale e la sua storia, le sue tradizioni, pervenendo così ad una maggiore consapevolezza della propria identità culturale. RITENIAMO sia importante stimolare gli Alunni che saranno i cittadini di domani a sentirsi radicati nel proprio territorio, sapendolo riconoscere, amare e rispettare”.  

L’INCONTRO                                         

Dopo i doverosi saluti, con l’entusiasmo dei Bambini/e il relatore ha ricordato che oggi è la FESTA della DONNA, ma che naturalmente viene estesa per tutto l’anno, alle Insegnanti e alle bambine. E proprio in questo e per questo giorno di FESTA ha voluto far emergere una Figura Femminile di Cerignola, la Prof.ssa MARIA CONTE PALLADINO nata a Cerignola il 18 febbraio 1882, appartenente ad una famiglia benestante, deceduta il 28 gennaio 1979 a Bassano del Grappa (VI), nel Veneto, dove viveva da tempo.

La Prof.ssa MARIA CONTE PALLADINO è stata la PRIMA donna cerignolana LAUREATA ottenendo il massimo dei voti e la lode all’Università di Roma alla Facoltà di Magistero. Il Suo Professore fu LUIGI PIRANDELLO, siciliano, che agli esami di Laurea volle aggiungere la LODE al massimo dei voti. Il tema della sua straordinaria Tesi di Laurea era “TRADIZIONI POPOLARI DI CERIGNOLA”. La Tesi di LAUREA fu pubblicata dalla Tipografia “Scienza e Diletto” di Cerignola, nel 1910 e fu un regalo che il Presidente della “Dante Alighieri”, Prof. NICOLA PESCATORE volle fare all’AUTRICE che la dedicò “Ai miei genitori”. Altro esimio esponente delle Tradizioni Popolari, il Prof. GIUSEPPE PITRE’, scrisse la “PREFAZIONE” del LIBRO – “Palermo 6 Agosto 1910”. Un LIBRO eccelso per la quantità, varietà e narrazione delle tradizioni popolari cerignolane. La giovane MARIA CONTE si recava, agli inizi del ‘900, nel RIONE “TERRA VECCHIA” geloso SCRIGNO da parte dei residenti di testimonianze orali tramandate da generazioni in generazioni, rimaste genuine. Praticamente tutto l’anno era scandito da “USI E COSTUMI”, “USI NATALIZI”, “USI NUZIALI”,  “USI FUNEBRI”, “PREGHIERE POPOLARI”, “GIUOCHI”, “STRGHE E SPIRITI”, “NOVELLE”, “LEGGENDE”, ”CANTI POPOLARI DI CERIGNOLA”, “POCHE OSSERVAZIONI SUL DIALETTO”, “GLOSSARIO”. Un po’ tutti gli studiosi e ricercatori di storia locale hanno attinto a piene mani dai testi del LIBRO della Prof.ssa MARIA CONTE PALLADINO. Nel 1970 la stessa AUTRICE, per ovviare alla mancanza di copie introvabili, fece ristampare  l’opera, in stampa anastatica, dalla “FORNI EDITORE BOLOGNA”.

Si è passati ad altro argomento richiesto: “LE ORIGINI DI CERIGNOLA”. Un tema dibattuto da alcuni secoli. Ne hanno scritto i nostri concittadini TEODORO KIRIATTI nel 1785, il Can. LUIGI CONTE nel 1857, il Cav. FRANCESCO CIRILLO nel 1914, ognuno con TESI diverse non convincenti: chi pensa sia l’antica GERIONE, chi CERAUNILIA, chi CERINA. Purtroppo sono solo supposizioni non suffragate da TESTIMONIANZE scientifiche. E qui mi addentro nel corretto modo scientifico. Ovvero chi scrive una tesi di Laurea, una pubblicazione o comunque produce un lavoro a stampa, ha il dovere morale di documentare scientificamente tutto ciò che si scrive per rispetto al LETTORE,  perché il destinatario possa effettuare, a sua volta la verifica della fonte del DOCUMENTO. E’ un concetto che molti pur conoscendo la fondatezza lo scavalcano senza farsene uno scrupolo; ancora peggio per abissale ignoranza .

Un punto fermo fino ad oggi è un DOCUMENTO certo ed incontrovertibile, esistente nell’ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI ed è una PERGAMENA datata 1150, da me rintracciata nel 1977, già pubblicata nel volume del Codice Diplomatico Barese, nella quale si fa menzione di un “Malgeri Cidoniole” abitante a SALPI.  Quindi è la data più antica che fa riferimento alla nostra CITTA’. Siamo infatti nella “TERRA VECCHIA”, il nostro Centro Storico o Borgo Medioevale, in quell’epoca già presente ed abitato. Un nucleo abitativo che inglobava l’antica CHIESA MADRE, in stile ROMANICO PUGLIESE, dedicata, da sempre, a “SAN PIETRO APOSTOLO”, PROTETTORE PRINCIPALE della CITTA’. E mi sono soffermato proprio sul Centro Storico, che ormai da decenni viene deturpato da incontrollati abusi edilizi, da micro abusi diffusissimi, ma anche da quelli più vistosi ed appariscenti che vanno a stravolgere, irreversibilmente, le originarie strutture murarie ed architettoniche. La CHIESA MADRE è la nostra STORIA, tutto origina da LEI. Per i vari TESORI ARTISTICI, ARCHITETTONICI e STORICI che ne fanno, di questa CHIESA più antica di Cerignola una delle poche PERLE da custodire. Rivolgo l’attenzione ai presenti ad un rinvenimento da me effettuato nel 1982 su una CUPOLETTA a copertura della Chiesa, con autorizzazione dell’allora Parroco, Don Nunzio Galantino: Si tratta di alcune TEGOLE piatte dove risulta, sulla faccia esposta alle intemperie, essere GRAFFITA un’ALFA, lettera dell’alfabeto greco, sull’argilla quando era ancora fresca, prima di portare la tegola a cottura. E’ classico segno di età PALEOCRISTIANA. Tutto fa pensare ad una NECROPOLI esterna alla originaria CHIESA con  sepolture “terragnecoperte da tegole poste, probabilmente alla “cappuccina” e la datazione potrebbe oscillare tra il III e il VI secolo dopo Cristo. Questa è una TESTIMONIANZA incontrovertibile. Quindi si potrebbe arretrare la datazione della presenza di un agglomerato abitativo.

Siamo passati ad altro tema: “ANDREA CICCHETTO o CICCHETTI”.  E’ notissima la LEGGENDA sulla esistenza del personaggio CICCHETTO noto ricco ciabattino. Ma è leggenda in parte. Nella realtà ANDREA CICCHETTO è esistito come indica una iscrizione nel RIONE “Terra Vecchia”, arteria principale che incisa sulla pietra bianca risulta essere: “TUTTO A DIO / CHEL RESTO / E VANO AN / DREA CICCHETTO /  1567”. IL Mastro Andrea Cicchetto era un imprenditore del quale non ci è dato di sapere per ora di quale lavoro, probabilmente artigianale esercitasse. Conosciamo nei documenti del ‘500 che vi erano degli imprenditori denominati Maestri o Mastri che avevano alle loro dipendenze operai. Erano mestieri molto redditizi che davano la possibilità di arrivare ad occupare posti di potere. ANDREA CICCHETTO faceva parte del Governo Cittadino. Aveva accumulato una enorme quantità di beni mobili e immobili, una enorme ricchezza. Il 25 novembre 1573 fu aperto e letto il suo testamento nel quale risulta EREDE UNIVERSALE il figlio FABRIZIO fra le tante proprietà la Masseria di Lagnano, vigne in contrada Padula con Palmento e Casa, Ortali, Fosse per il Grano, Cellari per conservare le botti piene di vino, Grotte per deposito, molte case fittate, una Casa Grande in Cerignola (l’enorme PALAZZO dove abitava, appunto nella Terra Vecchia), quello che vediamo ora a piano terra è quello che è rimasto di un enorme Palazzo; un altro PALAZZO davanti al Castello, l’antico PALAZZO dei PP. Gesuiti, vicino alla Chiesa del Purgatorio; una Casa e Masseria a Serino e tante altre proprietà e denaro liquido. Mi sono soffermato anche sul fatto che nel passato era nota un’altra LEGGENDA la celebrazione della prima Messa, nella Chiesa Madre alle ore 5:00, di tutti i giorni dell’anno, in suffragio di Andrea Cicchetto, invece era a GIOVANNI SACCO altra Famiglia benestante nel ‘500, di Cerignola Questo viene desunto dalla lettura di un prezioso documento rintracciato dal Prof. Roberto Cipriani nell’Archivio Segreto Vaticano a Roma. E’ un documento della fine del ‘500 dove nell’elenco risultano Messe per Cicchetto  in giorni e mesi diversi.

Un ulteriore argomento “La BATTAGLIA DI CERIGNOLA”- 28 aprile 1503 combattuta tra FRANCESI E SPAGNUOLI. I primi al comando del DUCA di NEMOURS i secondi da CONSALVO da CORDOVA. Sono entrato subito alle finalità di questa atroce battaglia dove rimasero morti sul campo parecchie migliaia di uomini. Ho subito rivolto una domanda secca ai bambini se sapevano quale fosse il motivo principale della BATTAGLIA, pronta la risposta, data senza esitazione: un bambino mi risponde “la Transumanza”. Hai perfettamente ragione ho risposto e la gioia sua e di tutti gli altri compreso le insegnanti che hanno preparato bene i bambini. Proprio così la TRANSUMANZA delle PECORE che dall’ABRUZZO scendevano da noi in pianura, in MILIONI di capi OVINI per svernare nei nostri fertili pascoli, i PASTORI dovevano pagare  una tassa per OGNI capo di bestiame,  alla barriera della DOGANA a FOGGIA, inoltre tutti prodotti delle pecore: LATTE, FORMAGGI e derivati; la LANA venivano tassati a caro prezzo. Con la vittoria della SPAGNA, tutto questo immenso denaro andava a riempire i forzieri che venivano trasportati al RE di Spagna. Purtroppo da noi vi era solo lo sfruttamento dei pascoli e alle nostre popolazioni non restava nulla. Si era solo spettatori passivi e impotenti della fuga di tanta ricchezza.

Argomento ultimo quello su alcuni PALAZZI. Ho parlato di alcuni PALAZZI molto noti. Il PALAZZO CHIOMENTI o delle COLONNE. Questo enorme Palazzo della seconda metà del ‘700, proprietà del “Galantuomo” LEOPOLDO CHIOMENTI”, ospitò nel 1806 il Re di Napoli e di Sicilia GIUSEPPE BONAPARTE, fratello di NAPOLEONE. Notevoli furono per tutta la CITTA’ i festeggiamenti. Poi il PALAZZO COCCIA fatto costruire nel 1779 da GIUSEPPE COCCIA. Un Palazzo in stile BAROCCO.  Il PALAZZO PAVONCELLI, costruito (1881) dal nostro concittadino, On. GIUSEPPE PAVONCELLI, fu MINISTRO dei LAVORI PUBBLICI. Lo stesso, nell’aprile del 1903, In occasione del VII Congresso Internazionale d’Agricoltura, che si tenne a Roma, invitò i congressisti a visitare le sue CANTINE le migliori di Europa. Visitarono soprattutto le CANTINE “SANTO STEFANO” e furono ospitati nel suo lussuoso PALAZZO.

Durante l’incontro osservavo sia gli ALUNNI/E che le INSEGNANTI che con attenzione seguivano passo passo le notizie, molte inedite per loro. Le Insegnanti che annotavano in fretta e con decisione. Gli Alunni con il volto e gli occhi attenti a non farsi sfuggire nulla. Annuivano e questo lasciava pensare ad una seria e competente preparazione sull’argomento, lo stesso le Insegnanti alcune volte mi precedevano con gioia e soddisfazione. Veramente un ottimo lavoro di squadra in questo GRUPPO di LAVORO: Insegnanti e Alunni/e.

In alcuni “momenti” di gioia manifestati dai presenti che mi arrivavano con forte stato emotivo non potevo rivedermi catapultato negli anni ’50 nelle mie classi Elementari. I e II Elementare nella “GIOSUE’ CARDUCCI”, III-IV-V nella “GUGLIELMO MARCONI”. Due i miei MAESTRI, nel biennio la Sig.na ROSARIA LADOGANA, nel triennio MICHELE DAMBRA. Due insigni ed esemplari EDUCATORI da scrivere a caratteri cubitali, dai MODI e dai METODI improntati sull’AMORE per la PROFESSIONE e per i BAMBINI, all’epoca non vi erano classi miste. Non hanno mai discriminato nessuno. Per LORO non esisteva la tortura fisica e psicologica del “bacchettare sulle mani”, questo lo sentivo da altri bambini di altri maestri. Non era nei loro metodi segnare alla lavagna “i bravi e i cattivi” e tante altre vergognose forme di violenza, mortificazioni sui bambini. Ricordo molto bene che non vi erano state punizioni, né rimproveri, né parole urlate. Vi era tanta comprensione e pazienza. La Sig.na LADOGANA aveva una DOLCEZZA e TENEREZZA infinite ed era pronta ad una “carezza” per tutti, in qualsiasi momento di difficoltà dei bambini;  il Maestro DAMBRA una “lode” per tutti seguita da “non fa niente” vai avanti, era una formula vincente per ognuno di noi, una forma di incoraggiamento a fare meglio. La prima, nipote di MONS. FRANCESCO LADOGANA, Vicario Generale, il secondo fervente TERZIARIO FRANCESCANO. Due PERSONE indimenticabili ai quali sono e sarò profondamente GRATO per sempre. Il Maestro DAMBRA mi ha inculcato l’amore per la STORIA di Cerignola. Da LUI ho sentito parlare per la prima volta degli argomenti che oggi ho trattato. Quanta gioia, quanta fierezza. La gioia è continuata nel tempo ed erano fieri di me che mi hanno visto laureato e docente. Ero sempre uno dei loro RAGAZZI.

Cerignola, 13 marzo 2019                                  Matteo Stuppiello

 

 

Cerignola – Palazzo Pavoncelli – Fatto costruire nel 1881 dall’On. Giuseppe Pavoncelli, nostro concittadino – fu ministro dei Lavori Pubblici – La cartolina è stata donata da Suor Tarcisia Ippolito, Madre Generale della Congregazione delle Suore Domenicane del SS.mo Sacramento di Cerignola il 14.10.1998.

Cerignola – Rione “Terra Vecchia” – Centro Storico – Borgo Medioevale – Parte superstite del Palazzo di Andrea Cicchetto – Angolo Via Vico I Falcone – Via Piazza Vecchia – Foto Matteo Stuppiello 22.5.1997.

Cerignola – Rione “Terra Vecchia” – Centro Storico – Borgo Medioevale – Parte superstite del Palazzo di Andrea Cicchetto – Particolare della Iscrizione – Angolo Via Vico I Falcone – Via Piazza Vecchia – Foto Matteo Stuppiello 22.5.1997.

Cerignola – Chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XIV) – Interno – Navata unica – Arco Trionfale, parete di destra, i tre Graffiti (1503 – 1594 – 1691) – (foto Matteo Stuppiello 2.1.1972). La foto pubblicata già in MATTEO STUPPIELLOLa Chiesa di Santa Maria delle Grazie, San Ferdinando di Puglia, 1999, foto N°16, p.44;  in RAFFAELE LICINIO – FRANCESCO MAGISTRALE – GIUSTINA SPECCHIOLa Battaglia di Cerignola (28 aprile 1503) riflessi storici  e artistici, San Ferdinando di Puglia, 1995, p.26, Tav. VII.

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