IL CULTO DI SAN FRANCESCO DA PAOLA A CERIGNOLA NELLA CHIESA DEL PURGATORIO (SEC. XVI) *

L’antica CHIESA del PURGATORIO, che fu dei PADRI GESUITI (sec. XVI), è uno  SCRIGNO che custodisce ARREDI e SUPPELLETTILI di notevole interesse STORICO e ARTISTICO

“[…]L’antica CHIESA del PURGATORIO, in origine dedicata alla VERGINE ANNUNZIATA, fu voluta e fatta costruire, nella seconda metà del sec. XVI, dalla Contessa DONNA ANNA DE MENDOZA, vedova di Don Lelio Carafa, Marchese di Arienzo, sposata al Conte DON  CARLO CARACCIOLO del SOLEFeudatario di Sant’Angelo dei Lombardi e Cerignola, sorella del P. Giovanni De Mendoza, dei PP. Gesuiti, e, quindi, molto legata al detto Ordine Monastico Religioso. Fu Lei che, risiedendo a Cerignola con il Conte nel loro Castello, fece venire i Padri Gesuiti per aprire un Collegio nel 1578 e, in seguito, costruire la Chiesa, fuori dal Borgo medievale “Terra Vecchia”. Per la CHIESA del PURGATORIO,  proprio per il suo NOTEVOLE interesse STORICO e ARTISTICO, il  Prof. Matteo Stuppiello, Presidente del Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, chiedeva il VINCOLO TUTELATIVO ai sensi della Legge 1 giugno 1939 n. 1089, il 28.1.1982 all’ Arch. RICCARDO MOLA, Soprintendente per i Beni Artistici – Architettonici – Ambientali e Storici della Puglia (Bari): con l’inoltro della richiesta viene allegata una corposa documentazione STORICA e la minuziosa SCHEDATURA di quanto PREGEVOLE e NOTEVOLE  la CHIESA, conteneva  curata e redatta dallo stesso Presidente.  Il VINCOLO viene ottenuto con DECLARATORIA del 20.3.1984 al proprietario, l’Ente Ecclesiastico […]” (1).

L’ALTARE, dedicato a SAN FRANCESCO da PAOLA è collocato nella navata laterale di sinistra nella seconda campata.

ALTARE

L’ALTARE, in marmi policromi, reca sulla parte superiore due REGISTRI, dei quali il secondo si sviluppa in altezza molto più del primo.

Al centro, il CIBORIO, anch’esso in marmi policromi, reca una porticina metallica, raffigurante a sbalzo l’ostensorio, sorretto da due teste di puttini alati; il ciborio stesso è sormontato da un tronetto in marmo. Due volute capialtare, poco appariscenti, chiudono la parte superiore.

La parte inferiore è circoscritta ai lati, nei cantonali, da due coppie di pilastrini, di cui quelli anteriori aggettanti, che quasi nascondono i posteriori, con una vistosa decorazione: si tratta di un vaso campaniforme con pieduccio, poggiato su una base, con baccellatura in basso e in alto terminante a corona verso l’orlo; in esso si evidenziano motivi floreali con foglie e fiori, sviluppantisi con simmetria laterale fino a fuoriuscire in fascio, dal bordo. La decorazione, realizzata ad incisione, è stata poi impreziosita da colorazione, probabilmente ad olio, dalle tinte verde, arancione e bruno-arancione.

Il PALIOTTO, composto da una grande lastra di marmo bianco venato in grigio, è delimitato da due pilastrini con decorazione baccellata e reca al centro una croce avellana, ad intarsio in marmo nocciola-bruno con intersezione di elementi triangolari espansi a ventaglio che, originando dal centro, significano la luce irradiantesi dalla croce. La predella è in marmo. Il marmo di fondo dell’altare è bianco, riccamente venato in grigio; i listelli sono ad intarsio di marmo marrone scuro brecciato, marrone scuro venato, marrone chiaro, marrone nocciola chiaro. La decorazione ad intarsio, listellata, ha uno sviluppo orizzontale tranne che negli elementi che assolvono a funzione decorativa e di sostegno.

NICCHIA

La NICCHIA, che sovrasta l’altare e contiene l’artistica STATUA del Santo, si presenta absidata e centinata. Esternamente è impreziosita da una decorazione marmorea ad intarsio. La cimasa, che funge da architrave, presenta una larga fascia marmorea  di colore marrone molto scuro ed è impreziosita, nell’interno, da una delicata, finissima ed artistica decorazione ad intarsio in marmo bianco a racemi partendo dal centro e portandosi sia a destra che a sinistra con andamento ondulare. Agli estremi della lastra marmorea, due quadrati della stessa grandezza della fascia, sempre in marmo marrone, perimetrati da cordolo marmoreo grigio, recano al centro una decorazione ad intarsio, in marmo bianco, e riproduce un fiore molto stilizzato a forma di croce. I laterali della NICCHIA, costituiscono due pilastrini similari perimetrati da cordoli in marmo bianco, al centro una fascia molto larga in pregiato marmo, di colore marrone scuro, ricco di venature bianche , le stesse conferiscono anche una ricchezza cromatica  e morfologica. A metà della fascia vi è un tondo marmoreo bianco con al centro un ulteriore elemento marmoreo color nocciola. Spostandoci verso l’interno la decorazione marmorea si presenta con una fascia bianca terminando nella parte superiore ad arco centinato. La bellezza artistica sta nella ricercatezza, dell’esecutore marmoraro, di inserire ad intarsio delle tessere di color marrone scuro a voler creare l’effetto ottico della baccellatura. Nei due triangoli superiori laterali di raccordo sono realizzati in marmo marrone scuro impreziositi  da fini intarsi a riproporre vegetali stilizzati. La base marmorea dei due pilastri sul lato frontale recano incise due iscrizioni: a sinistra “A DIVO. DI”, sulla destra: ”V. BORRELLI”.    

LA STATUA

L’ artistica pregevole STATUA del SANTO, interamente in legno, è rivestita dal saio francescano, pesante panno nero, legato in vita da un cordone nero, dal quale pende, sulla destra del simulacro, una corona.

La statua è arricchita da un’aureola a cerchio, con bordo raggiato in metallo dorato; da un “CHARITAS” d’argento, costituito da un ovale centrale circondato da fitta raggiera; da una canna d’argento, sorretta dall’avambraccio destro.

Il santo  ha un volto largo e ben modellato, la barba abbondante e fluente, le mani, offrono un esempio di buona sensibilità plastica; la conoscenza anatomica è notevole e sicura.

RELIQUIARIO

Il RELIQUIARIO d’argento del XIX secolo è collocato, nella nicchia, davanti alla statua alla base. E’ posto su una base in legno poggia un angelo, in posizione stante, con le ali aperte che fa da gambo del reliquiario e regge, sul capo, una piccola teca, circondata da una ricca cornice, impreziosita da decorazioni a foglie e pietre incastonate, e polilobata lungo il suo perimetro.

La minuscola reliquia è appoggiata su un tessuto di fondo rosso. Le connotazioni della resa plastica dell’angelo, nei suoi particolari, lo assimilano ai prodotti degli ex voto.

ISCRIZIONI

Analizziamo le ISCRIZIONI facenti parte dell’Altare dedicato a San Francesco da Paola

– Lapide commemorativa del 1854 in marmo bianco. Si sviluppa su due lastre litiche simmetriche:

h: cm. 32; Lettere: II. 1-4; i,5.

-Sul cantonale sinistro dell’Altare:

ARCHIDIACONUS / ANTONIUS CONTE / DONAVIT

-Sul cantonale destro:

ANN(O) DOM(INI) MDCCCLIV

Lettura e analisi (2):

(L’ARCIDIACONO ANTONIO CONTE DONO’ NELL’ANNO DEL SIGNORE 1854)

L’iscrizione risulta distribuita su due lastre litiche, in pregiato marmo bianco lievemente venato, che ornano i cantonali laterali dell’altare, dedicato al fondatore dell’Ordine dei PP. Minimi; le suddette lastre, oltre alla funzione epigrafica, assolvono a quella decorativa ed iconografica per la presenza di una decorazione a motivo floreale, inciso e dipinto. Le lastre, a sviluppo verticale, recano nella parte inferiore l’iscrizione, evidenziata da colorazione nera.

TELA RIPRODUCENTE L’ARCIDIACONO ANTONIO CONTE (3)

Il DIPINTO, olio su Tela (sec. XIX), misura b. cm. 61 x h. cm. 77. La TELA è inserita in una cornice di legno ricoperto in stucco dorato. Il dipinto è collocato nella Sacrestia.

La TELA  ottocentesca è trattata secondo lo schema consueto alla ritrattistica di questo tipo: chiaro, arioso, con qualche intento realistico nella resa della psicologia, che risalta nel volto pensoso e nell’atteggiamento di sereno apostolato. Indossa la CAPPA MAGNA , ripiegata, sulla spalla sinistra, a far intravedere il risvolto nero, bordata da nastri rossi e completata dalla coccarda del medesimo colore. All’altezza dei polsi e al di sotto della cappa si nota un pregevole merletto a delicati motivi floreali, che ben risaltano sulla sottostante fodera rossa. La mano sinistra è in posizione di riposo, allungandosi mollemente lungo il fianco; la destra ha l’indice e il mignolo infilati nel breviario, ad indicare  le partii che stava leggendo; all’anulare un anello con grande pietra (dal colore, forse un topazio), incastonata in una cornice a grossa perlinatura. Il volto, allungato, scarno e solcato da profonde pieghe, si articola in uno sguardo fisso, ma tuttavia spento, negli occhi piuttosto piccoli e poco illuminati. In testa il caratteristico zucchetto di color nero.

Altra ISCRIZIONE è la lapide commemorativa collocata nella navata laterale di sinistra, intradosso del terzo arco, del pilastro di sinistra datata 1855, in marmo bianco venato. Misure b. cm. 88 x h. cm. 27; l. 1:2,5; II. 2-9: 1,5.

Lettura e analisi:

(PIO IX, PONTEFICE MASSIMO, QUESTO ALTARE, DEDICATO AL SANTO FRANCESCO DA PAOLA PER DEVOZIONE DELL’ARCIDIACONO CONTE, IMPETRANDO LO STESSO, ORNO’ ED ARRICCHI’ CON INDULGENZE PLERNARIE IN PERPETUO DA LUCRARE PER QUELLI CONFESSATI SECONDO IL RITO E RISTORATI CON L’EUCARESTIA NEL GIORNO DI FESTA DEL SANTO E NEI SETTE GIORNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI E CON LE MEDESIME ANCHE IN QUALSIVOGLIA VENERDI’, COLORO ALMENO PENTITI SETTE ANNI ED ALTRETTANTE QUARESIME, NELL’ANNO 1855).

La lastra , in marmo bianco lievemente venato, rettangolare, risulta arricchita nei suoi angoli da un unico motivo floreale, inciso e colorato come le lettere in nero; si tratta di un simbolica ROSETTA. Questo fiore viene qui raffigurato nelle sue connotazioni convenzionali: cinque petali arrotondati, attornianti un bottone (rosa bottonata), ripiegati nel lembo superiore e frammezzati dalle punte di cinque foglioline. Si aggiunge che, accanto alla funzione decorativa, le quattro rosette assolvono a quella di evidenziare le quattro borchie di fissaggio della iscrizione al pilastro.

Il resto dell’iscrizione può essere distinto in due parti: – nella prima, che si fa terminare al quinto rigo, si notano poche abbreviazioni e tutte per troncamento; – nella seconda le abbreviazioni costituiscono la nota dominante e sono contrassegnate dalla presenza sulle parole di un unico segno convenzionale che indica la contrazione delle medesime. Si precisa, inoltre, che il resto, nella sua struttura grammaticale e sintattica, presenta delle anomalie che ne rendono piuttosto difficile la traduzione in italiano che, tuttavia, nel senso risulta chiara. Tutte le parole, eccezion fatta per quelle finali di rigo, sono separate da un punto. Lo specchio epigrafico è evidenziato con colorazione nerastra e con una solcatura delle lettere a linee più o meno marcate.  

Alle basi delle paraste della nicchia, si trova l’iscrizione dedicatoria cosi distinta:

A DIV(OZIO)NE DI

V(INCENZO) BORRELLI

Delle tre campane, collocate sul campanile, una è dedicata a San Francesco da Paola.

CAMPANE

Delle tre CAMPANE, collocate sul CAMPANILE, una è dedicata a San Francesco da Paola.

E’ la più piccola, datata 1867. Reca le seguenti misure: diametro max. cm. 48; h. interna: cm. 41; h. esterna: cm. 64: ha un mozzo in ferro e corona costituita da un unico anello. La testa si articola in una fascia a superficie bombata, seguita da una decorazione di palmette rilevate, poco distanziate l’una dall’altra.

La gola, molto ampia, reca, in posizione mediana ed in asse con un attacco dell’anello di corona, l’effigie di San Francesco da Paola. L’immagine, posta a rilievo, si completa con le rituali connotazioni del santo: l’abito francescano, la mano destra che impugna il lungo bastone, la sinistra benedicente. Segue, immediatamente sotto, un rilievo di forma quadrata, diviso in sei formelle: due superiori, poste agli estremi, con a rilievo le lettere A(NNO) D(OMINI); quattro inferiori con i numeri “1867”.

La fascia è limitata da una semplice modanatura, che si ripete nel bordo, con dimensione maggiore; il battaglio è in ferro.

CULTO

Un primo riferimento che attesti il culto di San Francesco da Paola si può ravvisare in un documento del 1568  che riporta la relazione fatta sulla Chiesa Madre dal Cardinale “Tomaso Orfini”, Visitatore Apostolico  del Regno di Napoli. La citazione è per San Francesco, ma noi propendiamo per il Santo da Paola essendo il suo culto più diffuso, nel nostro territorio, di quello al Santo di Assisi. Il documento riporta quanto segue: “ […] si levino ancora l’altare di santo Francesco et li altri inornati s’adornino d’imagini[…]” (4). Tale altare risulta ancora presente nel 1593. Infatti in tale documento nel quale vengono riportati i nomi dei Benefattori della Chiesa Madre per i quali vengono celebrate Sante Messe per tutto l’anno in loro suffragio  voluto dall’ Arciprete Nullius Don Giovanni Giacomo de Martinis troviamo scritto che “[…] DIE IOVIS… 9. M(iss)a de S(anc)to Fran(ces)co in ei(usd)em altare p(ro) Mecca” (5).

E’ attestata, ancora, la presenza di un altare dedicato al Santo, nel 1753, nella Chiesa dei PP. Cappuccini (1613), sita nello spazio antistante l’attuale sede delle POSTE CENTRALI, in Piazza Duomo, e demolita nel luglio del 1933. “STATUTO ORGANICO della Congregazione di Carità di Cerignola”MONTE BUCHI; istituito per virtù di testamento del del 20 Marzo 1773 rogato per Notar Giuseppe Coccia, dal pio Testatore fu Giuseppe Buchi, ed ha per iscopo:  Di adempiere annualmente alla celebrazione di talune Opere di Culto ed al sorteggio di 4 dotaggi da eseguirsi nel dì di S. Francesco di Paola in beneficio di altrettante donzelle orfane della città, ognuno di lire centosei e centesimi venticinque …  ed oggi si regge secondo le norme tracciate dalla legge 3 Agosto 1862, e dal relativo Regolamento 27 Novembre dello stesso anno …  Il sorteggio delle doti che secondo il prescritto dell’art. 1° dello Statuto deve seguire nel giorno due Aprile di ciascun anno, nella Chiesa detta dei Cappuccini e all’Altare di S. Francesco di Paola, sarà fatto dopo la celebrazione delle sacre funzioni; ed in presenza del Presidente, dei Componenti e del Segretario della Congregazione di Carità. Un fanciullo caverà a sorte i polizzini dei nomi dall’urna precedentemente sigillata e contenente tutte le orfane povere della Città e si leggerà ad alta voce prima dal celebrante e dopo dal Presidente. Di tutto il procedimento si compilerà in quello atto istesso analogo verbale che si sottoscriverà da tutti gl’intervenuti … Alle donzelle favorite dalla sorte sarà consegnata una dichiarazione legale del Presidente e del Segretario che contesti il diritto a consegnarla dote passando a matrimonio … CAPITOLO III: – Opere di Culto Divino. – art. 8. Per adempiere esattamente esattamente all’obbligo della celebrazione di N. 144 messe piane all’anno, ed a quello della solennizzazione dei 13 venerdì dedicati  a S. Francesco di Paola e della festività nel giorno due del mese di Aprile, da seguirsi sì l’uno che l’altro all’altare proprio del Santo che esiste nella Chiesa detta dei Cappuccini, la Congregazione della Carità terrà un Cappellano di sua elezione. Egli avrà cura degli arredi sacri e della biancheria, come della manutenzione dell’altare e degli arredi relativi … Avrà cura inoltre di adempiere alla esecuzione della leggenda dei miracoli di S. Francesco di Paola nei 13 venerdì sacrati al Santo all’altare proprio; come puro di dovere celebrare la novena con vespro cantato nel giorno della vigilia. Nel giorno poi della festa celebrerà allo stesso altare la festività del Santo con messa solenne con ministri; a cui interverrà una rappresentanza della Congregazione di Carità per dare esecuzione al sorteggio delle quattro doti, trattate nel Capo II del presente e conformemente al … 1° dell’art. 2 del relativo Statuto Organico … Deliberato in Cerignola, il 27 agosto 1873. LA CONGREGAZIONE DI CARITA’ – Presidente AVV. FRANCESCO RUOCCO – Componenti AVV. NICOLA FANELLI, GIUSEPPE MASTANTUONI, RAFFAELE LOPEZ, RAFFAELE TARANTINO, MICHELE SAC. BORRELLI – Segretario GIUSEPPE GIOVENALE – Foggia, 4 Novembre 1873. DEPUTAZIONE PROVINCIALE – SI APPROVA – Pel Prefetto A. MAGNO” (6).

La PREGEVOLE e ARTISTICA TELA settecentesca venne recuperata, dal M.R.P. PAOLINO da Casacalenda, cappuccino, nel luglio del 1933, prima della demolizione del seicentesco CONVENTO e CHIESA dei PADRI CAPPUCCINI e collocata nel nuovo CONVENTO fatto costruire, dallo stesso P. Paolino, nel 1934. Il ritorno dei Padri Cappuccini  a Cerignola, dopo la soppressione, avvenuta nel 1809, va a MERITO di S.E.Mons. Fr. VITTORIO CONSIGLIERE, cappuccino, Vescovo delle Diocesi di Ascoli Satriano e di Cerignola (7).   

Lo storico nostro concittadino, il Canonico Don Luigi Conte, scrivendo della Chiesa del Purgatorio dice: “[…]Possiede ancora una Cappella  dedicata al glorioso S. Francesco di Paola, con decoro mantenuta per cura del Reverendissimo Arcidiacono D. Antonio Conte, personaggio ragguardevole per la somma sua pietà e bontà di cuore […]” (8).

Una TELA di pregevole fattura, settecentesca e di notevoli dimensioni, è custodita nella Chiesa di San Domenico, superato il portale centrale, prima collocata, sul primo pilastro difronte, oggi a tergo dello medesimo pilatro: raffigura il SANTO  che oltrepassa, miracolosamente, lo STRETTO di MESSINA servendosi del suo MANTELLO che fungeva da vela, legato suo BASTONE. E’ una iconografia molto diffusa. La Tela, mi riferiva il compianto Mons. MICHELE DE SANTIS, in una nostra conversazione, presso la sua abitazione, in Via Pietro Mascagni 94, il 24 settembre 1990, fu DONATA alla Chiesa di San Domenico,  dalla Famiglia PAVONCELLI. Aggiungo che Don Michele De Santis fu Parroco della Chiesa di “San Domenico confessoredal 9.3.1930 al 7.12.1947 (9) e la TELA era già presente prima del 1930.

Ancora una pregevolissima TELA, la si può ammirare nella CATTEDRALE “San Pietro Apostolo” –  DUOMO “Tonti”, nell’ABSIDE di destra, parete di sinistra, con altare di marmo, rimosso dopo i lavori di restauro negli anni ‘80: dal fondo scuro si illuminano il VOLTO e le MANI del SANTO, in atteggiamento di estasi mistica. Alla base dell’altare marmoreo vi era incisa la seguente ISCRIZIONE: “d’AMATI – CAFIERO” (10). La iconografia del Santo, dipinta sulla TELA,  ci porta a ipotizzare che il DIPINTO sia da attribuire al noto ARTISTA napoletano LUCA GIORDANO, e lo scriviamo per la PRIMA VOLTA. Nella bibliografia cerignolana, a tutt’oggi,  non abbiamo mai letto nessun riferimento della presenza della TELA ed eventuale attribuzione all’artista napoletano LUCA GIORDANO. La ICONOGRAFIA tradizionale riproduce, generalmente, il SANTO con il CAPPUCCIO che copre il capo. Sarebbe opportuno a tal riguardo interpellare un esperto d’ Arte napoletana, nel campo pittorico del ‘600 a sostegno e completamento della nostra tesi.

Particolare devozione aveva ANNA MARIA ROSSI, BENEFATTRICE nostra concittadina, per il Santo da Paola, se nel suo testamento, redatto in Cerignola il 24 giugno 1871, è scritto testualmente: “[…] 3)Un’altra parte non inferiore a lire millesettecento, sarà spesa per una sola volta per ergere nella Chiesa Parrocchiale del Carmine, un altare marmoreo dedicato all’Immacolato Concepimento di Maria Vergine, il quale altare avrà in apposita nicchia la Immagine in legno di Maria SS.ma Immacolata e sarà fornita di quanto occorre e come richiede il decoro del culto. Al lato di tale immagine ed eziandio in apposita nicchia verrà collocata la statua di S. Francesco di Paola; questa stessa che si venera nel mio privato oratorio […]” 4). Un’altra parte della rendita, a senno e prudenza dell’erede fiduciario si spenderà nel fare ogni anno i sabati dell’Immacolata, la novena e venerdì del Santo da Paola, nonché nel celebrare nell’interno del tempo le feste dell’uno e dell’altra con tutta quella solennità che non incontra ostacolo nei regolamenti di polizia che il governo possa emanare […]” (11).

Si trovano diverse Effigi del Santo nelle EDICOLE VOTIVE, simbolo del culto popolare e frequenti nella nostra città; di esse vogliamo ricordare quella che si trova in Via Giuseppe Pavoncelli n. 77, pittura su legno, l’altra in Via S.M. del Carmine n. 30, statua con abiti in stoffa. Sia il Dipinto sui legno che la statua non ci sono più.

E per terminare sul Museo Etnografico Cerignolano (1979) sono presenti cinque Statue che riproducono il Santo.

Vi è una STRADA dedicata al Santo – “ STRADA / S. FRANCESCO”– per la presenza della Chiesa e del Convento (1613) dei Padri Cappuccini poco distante da essa. Ne abbiamo scritto prima.

Trascrivo alcune CRONACHE della Festa che si celebrava in onore del TAUMATURGO San Francesco da Paola nella Chiesa del PURGATORIO ad opera dell’ARCICONFRATERNITA del PURGATORIO:

– “L’APE” (12) – 1911 –  “CRONACA SACRA” – “Festa di S. Francesco da Paola” – Preceduta da un Triduo solenne, si è quest’anno con molta pompa celebrata la festa di S. Francesco nella Chiesa dell’Arciconfraternita della Morte. Nelle ore antimeridiane di domenica, 30 aprile, ha tenuto il pergamo il Molto Rev.do Parroco D. Berardino Pugliese, il quale con molta competenza ha intessuto le lodi del Santo, è la sua calda parola ha commosso  il numeroso e colto uditorio, che gremiva la Chiesa parata con molto gusto. Nelle ore pomeridiane vi è stata la processione per le solite vie della città; la sera poi musica e fuochi d’artificio. Una lode all’infaticabile Priore Notar D’Alessandro ed a tutti quelli, che lo coadiuvarono per la riuscita dei festeggiamenti”.

– “VITA NOSTRA” (13) – 1933 – “Diario Sacro di Cerignola” – “Feste e ricorrenze” – S. Francesco di PaolaNella Chiesa del Purgatorio si è celebrata, per l’attività dell’Arciconfraternita della Pietà e della Morte, con ogni sfarzo, la solennità di S. Francesco di Paola. Monsignor Vescovo ha tenuto un triduo sul Sacramento del Matrimonio e la famiglia e il Panegirico del Santo il giorno 11. A sera vi fu la processione e l’illuminazione di via Regina Margherita”.

-“VITA NOSTRA” (14) – 1935 – “Chiesa del Purgatorio – Festa di S. Francesco di Paola”L’Arciconfraternita della Pietà e della Morte (Purgatorio) ha celebrata quest’anno la festa di S. Francesco di Paola con poca esteriorità, ma con insolito sfoggio di Sacre Funzioni. I tredici venerdì precedenti la festa sono stati celebrati con fervorini dal Sacerdote D. Michele Leone, intorno alle virtù del Santo. Nel giorno della festa durante la Messa solenne il citato Sacerdote tenne il discorso panegirico, tratteggiando con parola calda ed efficace la vita del Santo con riferimenti alla vita cristiana dei nostri giorni. Alla sera ci fu la solenne processione della venerata Immagine per le vie della città accompagnata dalle Confraternite, dal Clero e seguita dal Concerto cittadino e da numeroso popolo”.

Cerignola, 14 Giugno 2021             Matteo Stuppiello

*[MATTEO STUPPIELLO]La Chiesa del Purgatorio – REGIONE PUGLIA – ASSESSORATO P.I. E CULTURA – CENTRO STUDI E RICERCHE “TORRE ALEMANNA” – CERIGNOLA – CERIGNOLA CENTRO DI SERVIZIO E PROGRAMMAZIONE CULTURALE REGIONALE – Foggia,1987 – CAPITOLO II – Iscrizioni su pietra, p. 87 (Scheda n. 12), pp. 93-94 (Scheda n. 13); CAPITOLO IV – Gli Altari, p. 134-135 (Scheda n.2); CAPITOLO V – Tele e statue, pp. 155 (Scheda n. 6), pp. 159-160 (Scheda n. 9); CAPITOLO VI – Campane, p. 184 (Scheda n. 2); CAPITOLO VII – Arredo vario, p. 199 (Scheda n. 9). Inoltre riporto ulteriori brevi aggiornamenti.

Bibliografia e note

(1) – MATTEO STUPPIELLO, Il culto di Sant’Isidoro agricoltore spagnolo nella cinquecentesca Chiesa del Purgatorio a Cerignola, Cerignola 6 Giugno 2018 – www.archeoclubcerignola.com. Si veda [MATTEO STUPPIELLO], La Chiesa del Purgatorio – REGIONE PUGLIA – ASSESSORATO P.I. E CULTURA – CENTRO STUDI E RICERCHE “TORRE ALEMANNA” – CERIGNOLA – CERIGNOLA CENTRO DI SERVIZIO E PROGRAMMAZIONE CULTURALE REGIONALE – Foggia, 1987, pp. 21-32.

(2) – Si ringrazia la Prof.ssa GIUSTINA SPECCHIO per la trascrizione e traduzione di tutte le iscrizioni latine riportate nel testo.

(3) – ARCHIVIO PARROCCHIALE “SAN PIETRO APOSTOLO” – CATTEDRALE DUOMO “TONTI”- CERIGNOLA –“ARCHIVIO PARROCCHIALE 1569” – Colgo l’occasione per ingraziare Don PIO CIALDELLAPARROCO della CATTEDRALE “SAN PIETRO APOSTOLO” – DUOMO “TONTI” per avermi dato la possibilità di consultare, trascrivere e pubblicare, tali documenti, sin dagli inizi degli anni ’80. La ricerca la effettuai presso la “CANONICA”, ubicata in Piazza Duomo 22/A, della PARROCCHIA, sopra indicati, dove, allora erano custoditi in un unico ARMADIO tutti i volumi di NASCITA-BATTESIMI-MATRIMONI-CRESIMA-MORTE. Dell’Arcidiacono Don Antonio Conte si riportano gli ATTI di NASCITA e di MORTE:

“LIBRO / DE’ / NATI / CHE / PRINCIPIA / DALL’ANNO / 1779” – c. 33 r.

“ A dì 12: d(ett)o (Aprile 1785) – Antonio, Carlo, Gaetano, Giuseppe figlio leg(itti)mo e naturale delli Coniugi Sig(no)r Francesco Conti e Rosa Morra amendue di Cerignola, Battezzato dal Rev(eren)do D. Pascale Bellotti di Castelluccio, con licenza del Rev(erendissi)mo Sig(no)re Arciprete. li Padrini, il Sig(no)r D. Gaetano Candido con procura del fù D. Carl’Antonio Candido del Casale e la Sig(no)ra D. Lucretia Conti di Cerignola. Nacque alli 5: di d(ett)o Mese (che poi fù Arcidiacono della nostra Chiesa)”.

“1850 / Libro de’ Morti. Che comincia dal Primo Gen / naro 1850, a tutto Decembre 1863” – c. 206 v.

“+ Adì 30 Marzo 1862 – E’ morto D. Antonio arcidiacono Conte di Cerignola di anni 77 – figlio de’ furono Francesco, e Rosa Morra”.   

(4) – ARCHIVIO SEGRETO VATICANO – ROMA – Arm. XXXV, tomo 93, fog. 101 recto. Il testo integrale del documento viene pubblicato per la prima volta in MATTEO STUPPIELLOSempre in primo piano il Centro Studi “Torre Alemanna” – Storia della Chiesa Madre, in “LA CICOGNA” – Quindicinale di vita cerignolana – Anno V – n. 8 – 30 dicembre 1982, p. 4.

(5) – ARCHIVIO SEGRETO VATICANO – ROMA “Visita Apostolica – Cerignola (Nullius) / 1580 / 12 Luglio / 17 Novembre – Nullius / Ihs – Visitatio Terre / Cirignola” – “Visitatio facta per Ill(ustrissimun) et R(everendissi)mum D.D / Gasparem Cincium Romanum U(triusque) I(uris) D(octorem) Ep(iscop)um Melphien(sem) et Rapollen(sem) de / Ordine S(anctissi)mi D(omini) N(ostri) D. Gregorij / Divina providentia  pp. / XIIJ in t(er)ra Cirignola / nullius Dioc(aesis)  de’ an(n)o 1580”Coll. Congr. Conc.  Cerignola. L’amico Prof. ROBERTO CIPRIANI, che evava rintracciato il suddetto documento nella prima metà degli anni ’70, mi fece dono, nello stesso periodo, di una copia fotostatica  con la puntuale trascrizione. Nell’ultima pagina viene riportato quanto segue: “Lectio a cura di Roberto Cipriani / con la collaborazione di Michele Pafundi / 29. XII. ’75. Inoltre mi faceva dono della fotocopia tratta dal Documento in originale. Ancora mi consegnava una fotocopia della relazione: “LA VISITA APOSTOLICA DEL 1580 A CERIGNOLA, nell’ultima pagina scritto: “(Relazione a cura di Roberto CIPRIANI, con la collaborazione di Michele PAFUNDI)”. Pubblicata per la prima volta: “Relazione apostolica del 1580 a Cerignola” a cura di ROBERTO CIPRIANI, con la collaborazione di MICHELE PAFUNDI, in “CERIGNOLA ANTICA – Tre convegni storici in piazza” – Edizioni della Società Studi Storici “DAUNIA SUD” – I – Cerignola – 1979, “SECONDO CONVEGNO / 1975”, San Ferdinando di Puglia, 1979, pp.103-111; si veda MATTEO STUPPIELLO, La Chiesa di Cerignola dal sec.XII al sec. XIX, in SALVATORE DELVECCHIO – MATTEO STUPPIELLO, A S.E.Mons. Vincenzo D’Addario Vescovo coadiutore delle Diocesi di Ascoli satriano e Cerignola nel Suo Ingresso a Cerignola, 29 giugno 1986 Festa dei SS. Pietro e Paolo App.”, San Ferdinando di Puglia, 1986, pp. 5-8; [MATTEO STUPPIELLO], La chiesa del Purgatorio…, op. cit., p. 166. Si veda MATTEO STUPPIELLO, Un raro documento: L’elenco dei benefattori defunti della maggiore Chiesa di San Pietro Apostolo di Cerignola ai quali venivano celebrate le messe in tutto l’anno (secc. XVI-XVII) – I, San Ferdinando di Puglia, 13 Dicembre 2018.

(6) – Statuto Organico dell’Opera Pia MONTE BUCHI amministrata dalla Congregazione di Carità del Comune di Cerignola in ”Statuti e Regolamenti  delle opere pie Amministrate dalla Congregazione di Carità del Comune di Cerignola” – Cerignola – Tip. Cibelli, 1914, pp. 5; 39; 42 – 44.

(7) – P. LEONARDO TRIGGIANI, I Conventi dei Cappuccini di Foggia – Storia e Cronaca, Edizioni “Voce di Padre Pio” Convento S. Maria delle Grazie – San Giovanni Rotondo – PADRE PIO DA PIETRELCINA Collana “Ricerche storiche” 2, 1979 , Per i tipi della Grafsud – Foggia, pp. 131-134; 219-220. Ringrazio Fr. GERARDO CARUSO da Pietrelcina, Superiore del Convento dei Padri Cappuccini e Parroco della Chiesa del “SS.mo NOME di GESU’ “ – Parrocchia del “SS.mo Crocifisso” di Cerignola, per avermi gentilmente concesso di effettuare delle foto che ritrae l’ARTISTICA TELA STETTECENTESCA che raffigura SAN FRANCESCO da PAOLA autorizzandone la pubblicazione. Ringrazio altresì Fr. GIUSEPPE TORTORELLI da San Giovanni Rotondo, Vice Parroco, che cortesemente animato da profonda sensibilità culturale ha guidato me e l’amico collaboratore delle Istituzioni Culturali che mi onoro di presiedere, il Sig. MARCELLO REDDAVIDE, ad effettuare le foto alla suddetta TELA, collocata nella Sala di trattenimento, nell’interno del CONVENTO.

(8) – LUIGI CONTE (Sac.), Cerignola, in “Il Regno delle Due Sicilie descritto ed illustrato, Napoli, 1853, a cura di FILIPPO CIRELLI, vol. VIII, fs. 1* (Capitanata), p. 70.

(9) – MATTEO STUPPIELLO, Al Sacerdote D. Michele De Santis Canonico Teologo della Cattedrale per i suoi 90 anni, San Ferdinando di Puglia – Tipolito “Miulli Francesco”, 1990, p. 1.

(10) – La Famiglia d’Amati cerignolana, di antiche origini, fece costruire a sue spese l’ALTARE marmoreo e fece DONO della bella ed ARTISTICA TELA del Santo (sec. XVII).

(11) – Copia dattiloscritta mi viene donata, il 10 ottobre 1969, dalla Sig.na ANNA RUOCCO, compianta nostra amica di famiglia, documento appartenuto allo zio Mons. FRANCESCO RUOCCO (*Cerignola 18.4.1885 +Cerignola 14.10.1968)che fu Parroco della Chiesa del Carmine .

(12) – (“L’APE” – Foglietto quindicinale – ANNO III. NUM. 9 – Cerignola, 7 Maggio 1911 – Cerignola – Tip-Edit. Pescatore).

(13) – ”Diario Sacro di Cerignola” – Feste e ricorrenzeS. Francesco di Paola , in “BOLLETTINO MENSILE DELLE DIOCESI DI ASCOLI SATRIANO E CERIGNOLA” – Anno I – Num. 7 – 1° Luglio 1933 – Xi , Prem. Tip, Ed. Pescatore – Cerignola, p. 11.

(14) – ”Diario Religioso di Cerignola” – Chiesa del Purgatorio – Festa di S. Francesco di Paola, in “BOLLETTINO…, op. cit., Anno III – Num. 28 – 1° aprile 1935 – XIII, p. 13.  

1 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio (sec. XVI) – Prospetto principale – Prima del Restauro – Particolare dell’ingresso – Foto Matteo Stuppiello 3.4.1981.

2 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio – Altare dedicato a San Francesco da Paola – Foto Matteo Stuppiello 28.10.1980.

3 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio – Altare dedicato a San Francesco da Paola – Foto Matteo Stuppiello 28.10.1980.

4 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio – Altare dedicato a San Francesco da Paola – Particolare – Foto Matteo Stuppiello 5.4.1989.

5 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio – Altare dedicato a San Francesco da Paola – Foto Matteo Stuppiello 22.9.1970.

6 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio – Altare dedicato a San Francesco da Paola – Foto Matteo Stuppiello 28.10.1980.

9 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio – Altare dedicato a San Francesco da Paola – Iscrizione – Foto Matteo Stuppiello 28.10.1980.

10 – Chiesa del Purgatorio – Dipinto che raffigura il Can. Antonio Conte – Foto Matteo Stuppiello 28.10.1980.

11 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio – Campanile – Campana dedicata a San Francesco da Paola 1867 – Foto Matteo Stuppiello 29.12.1980.

11 – Cerignola – Chiesa del Purgatorio – Campanile – Campana dedicata a San Francesco da Paola 1867 – Particolare – Foto Matteo Stuppiello 29.12.1980.
12 – Cerignola – Chiesa Parrocchiale “San Domenico Confessore” – Foto Matteo Stuppiello 16.12.1973.

13 – Cerignola – Chiesa Parrocchiale “San Domenico Confessore” – Foto Matteo Stuppiello 10.2.2020.

14 – Cerignola – Convento dei Padri Cappuccini – Interno – La Tela è collocata nella “Sala di trattenimento” – Originariamente nella Seicentesca Chiesa dei Padri Cappuccini demolita nel 1933 – Foto Marcello Reddavide – 29.5.2021.

19 – Cerignola – Cattedrale “San Pietro Apostolo” – Duomo “Tonti” – Interno – Abside laterale di destra – Altare dedicato a San Francesco da Paola prima della rimozione dei Restauri agli inizi degli anni ’80 – Foto Matteo Stuppiello – marzo 1977.

20 – Cerignola – Cattedrale “San Pietro Apostolo” – Duomo “Tonti” – Interno – Abside laterale di destra – Altare dedicato a San Francesco da Paola – Foto Matteo Stuppiello 24.2.1992.

22 – La Foto (fine sec. XIX), che misura cm 13,5×22,3, incollata sul cartoncino che misura cm 24,8×33, riproduce la Statua di San Francesco da Paola e il Reliquario collocata nella Chiesa del Purgatorio – La Foto è stata donata dalla Prof.ssa Franca Pensa di Cerignola l’8.1.2005 – La Foto è priva di indicazione dell’Autore – ARCHIVIO PRIVATO MATTEO STUPPIELLO.

23 – La immagine. che misura cm 25×34,3, è stata donata da Mons. Michele De Santis il 30.9.1990.

24 – La immagine. che misura cm 34,9×50, è stata donata da Mons. Michele De Santis il 30.9.1990.

26 – Invito per le offerte che veniva fatto recapitare per posta.

27 – Opuscoletto appartenuto alla mia pro zia, Sig.na Antonietta Dibisceglia.

28 – L’Immagine, che misura cm 33,2 x 43, è appartenuta alla mia pro zia, Sig.na Antonietta Dibisceglia.

29 – L’Immagine, che misura cm 33,2 x 43, è appartenuta alla mia pro zia, Sig.na Antonietta Dibisceglia.

30 – L’immagine, che misura cm 19×26, è stata donata dalla Sig.na Nicoletta Conte il 31.12.1990.

31 – L’immagine, che misura cm 19×26, è stata donata dalla Sig.na Nicoletta Conte il 31.12.1990.

32 – L’immagine, che misura cm 19×26, è stata donata dalla Sig.na Nicoletta Conte il 31.12.1990.

33 – Cerignola – Toponomastica dedicata a San Francesco (da Paola?) – Foto Matteo Stuppiello 11.2.2021.
La TARGA corrisponde ad una ROCCIA METAMORFICA: l’ARDESIA (LAVAGNA Ligure). Appartiene alla Famiglia degli argilloscisti. Hanno una struttura scistosa tendente a staccarsi in lamine sottili. Il caratteristico colore è grigio-giallastro. Sono resistenti agli agenti atmosferici. E’ un tipo di roccia che non ci appartiene geologicamente, ma è di importazione. Usata come elemento decorativo cromatica, di copertura. Sono ormai pochissime queste TARGHE litiche toponomastiche superstiti dal reiterato scempio che cancella tutto. L’utilizzo risale al XIX secolo.
Proprio perché in pochi esemplari rimasti vanno DIFESE, TUTELATE e SALVAGUARDATE perché appartengono alla nostra CULTURA.
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