IL RITROVAMENTO NEL 1981 DELLA CERAMICA TARDO ANTICA MEDIOEVALE (XIV-XV SECOLO) IN CONTRADA “POZZOMONACO”

Considerata la ricca esperienza acquisita nel campo ARCHEOLOGICO dalle nostre Istituzioni Culturali, da oltre un cinquantennio, sul vasto Territorio di Cerignola, siamo lieti di riportare la cronaca della SCOPERTA di un insediamento tardo antico-medioevale, nella contrada “POZZOMONACO”.

Nella suddetta contrada vengono portati in superficie e, quindi, messi in luce, a seguito di alcuni lavori di aratura, effettuati nel 1981, FRAMMENTI di CERAMICA MEDIOEVALE databile tra il XIV e il XV secolo.  

In tale contrada già effettuai, il 7 aprile del 1974, delle fotografie sugli esterni dei FABBRICATI con la CHIESETTA inglobata. Fu l’amico Prof. Nicola Ruglio, proprietario della Masseria e dei terreni circostanti, ad invitarmi a visitare gli interni dei vari ambienti interessanti, non solo architettonicamente ma anche per osservare i materiali utilizzati per la realizzazione delle volte, degli archi e di altro. Stiamo parlando di una massiccia quantità ed utilizzazione del TUFO CARPARO di CANOSA di PUGLIA (Calcarenite roccia sedimentaria zoogena di origine marina). La varietà a struttura compatta, dura e resistente era utilizzata all’esterno per non soccombere agli agenti atmosferici.

Il 9 settembre 1981 la compianta Sig.ra ANNA ANASTASIO, vedova RUGLIO, madre di Nicola Ruglio nonchè amica dei miei cari genitori, mi contattò telefonicamente, informandomi, conoscendo molto bene me e i miei interessi culturali, che il figlio Nicola nell’effettuare un’aratura aveva rimosso alcuni CONCI di TUFO che coprivano l’imboccatura di una FOSSA, a suo dire GRANARIA. Comunque mi invitava ad effettuare un sopralluogo. Colgo l’occasione per ringraziare la FAMIGLIA RUGLIO per la sensibilità e la disponibilità dimostratami.  

All’indomani mattina mi recavo con l’amico e collaboratore, il compianto Ins. Giuseppe Fatone, presso la masseria e ad aspettarci vi era l’amico Nicola Ruglio, il quale non esitò a portarci sul luogo della FOSSA per esaminarla. Trattavasi di una vera FOSSA GRANARIA! La stessa presentava le seguenti caratteristiche: dalla forma SCAMPANATA, profonda circa 6 metri e senza rivestimento interno. A darne conferma fu la visione di altre FOSSE già presenti e scoperchiate, indicatemi dallo stesso NICOLA, poco distante dalla precedente, ancora oggi esistenti con coperture protettive in ferro.

A corredo di tali ritrovamenti, Nicola ci portò su un suo vasto terreno, poco distante dal precedente, dove in seguito ad arature erano affiorati una enorme quantità di frammenti ceramici. In questo primo sopralluogo individuai una enorme quantità di frammenti di TEGOLE medioevali e altri frammenti facenti parte di manufatti di CERAMICA da FUOCO.  

Prima di andare via, Nicola ci fece visitare i vari ambienti del fabbricato: la CHIESA, la STALLA (costruzioni dell’800) e un’ampia costruzione, credo preesistente al resto dei fabbricati, risalente per tipologia al XVIII secolo; su alcuni TUFI di quest’ultima vi erano incise alcune date: 1831 e 1840.

Programmai un ulteriore sopralluogo per esaminare con dovizia i frammenti ceramici medievali e per comprendere meglio le diverse tipologie ed eventuali dettagli e scoperte fatte sul posto. Il pomeriggio del 12 settembre mi recai sul posto con altri due amici, Soci del CENTRO STUDI E RICERCHE “TORRE ALEMANNA”, dell’Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola e del Museo Etnografico Cerignolano (1979) la Prof.ssa Albina Cirsone e il Sig. Carmine Brunetti, e ad accoglierci vi era Nicola Ruglio, come da precedenti accordi. Alle ore 17.30, dopo le dovute presentazioni, iniziammo il nostro lavoro sul campo.

I FRAMMENTI erano disseminati su una superficie di circa 50 mq. e su di una finitima superficie di alcuni ettari, sempre di proprietà della famiglia Ruglio. L’analisi attenta e il confronto dei molti frammenti, mi diede certezze, dipanando ogni probabile mio dubbio. L’esito finale non faceva altro che confermare quanto detto nel primo frettoloso sopralluogo. Il sopralluogo terminò alle ore 19:30 ca. .

Il 16 settembre 1981, comunico, mediante Raccomandata R/R, la notizia del rinvenimento “Alla Soprintendenza Archeologica” di Taranto (nota prot. n. 123) e p.c. alla Dr.ssa MARIA LUISA NAVA, Ispettrice alle Antichità – Foggia (prot. N. 124). La nota a firma del Presidente del Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, Prof. Matteo Stuppiello: “Mi pregio segnalarVi l’individuazione di un sito archeologico di epoca medievale, da me effettuato in data 10 c.m., in agro di Cerignola. La zona è denominata “POZZOMONACO” ed è sita nella proprietà della famiglia Ruglio di Cerignola. Da una prima indagine sul terreno, in seguito ad arature, sono venuti alla luce numerosi frammenti in argilla. Abbondano frammenti di coppi, con tipica decorazione graffiata a righe, frammenti di ceramica da fuoco, invetriata da cucina e frammenti di manufatti come scodelle, boccali, anse, fondi, orli. Alcuni reperti presentano una decorazione incisa, incisa e plastica con decorazione a strisce di colore bruno, nero, rosso. Probabilmente i reperti sono databili intorno al XV secolo […]” (1).

È il Prof. NINO LAVERMICOCCA, Ispettore Medievista della Soprintendenza Archeologica della Puglia (Taranto) (2) a contattarmi telefonicamente alle 11.30 del 29 settembre 1981. Mi informava che, in seguito alla succitata segnalazione inviata alla Soprintendenza Archeologica di Taranto per la zona MEDIEVALE di contrada “POZZOMONACO”, era interessato ad effettuare un sopralluogo per il seguente venerdì 9 ottobre. Resi la mia massima disponibilità ad effettuare il suddetto sopralluogo. Giunse a Cerignola in Piazza Duomo alle ore 9.15 con il pulman dopo esser partito da Taranto alle ore 7.20; dopo averlo accolto, ci portammo a bordo della mia auto presso il sito ARCHEOLOGICO.  Effettuato il sopralluogo, il Prof. Nino Lavermicocca si espresse positivamente sulla qualità della CERAMICA MEDIOEVALE, anche se acroma nel seguente modo: “[…] L’esperto ha potuto constatare la presenza di un interessante insediamento medievale, ravvisando ceramica di grande interesse per la buona qualità e notevole presenza di manufatti vascolari. La ceramica presenta molte attinenze con quella canosina, si potrebbe pensare ad importazione da tale centro. Tutto questo sta a testimoniare che l’insediamento di Pozzomonaco nel XIV-XV secolo era un centro molto fiorente con una certa vivacità commerciale” (3).

Ora passiamo ai DATI desunti dall’analisi dei numerosi FRAMMENTI:

– frammenti di COPPI, con la tipica decorazione GRAFFITA a RIGHE. Questo tipo di TEGOLE e TEGOLONI sono stati realizzati con argilla molto tendente al giallo, molto depurata perché priva di piccoli noduli di carbonato di calcio o di inclusioni silicee che andrebbero a compromettere la bontà stessa del manufatto per il suo tipo di utilizzazione. Questi FRAMMENTI si presentano con la caratteristica decorazione a RIGHE profonde, uniformi e a coste non molto larghe, con molte variazioni sul tema. I COPPI presentano il DOSSO più basso per alcune, più alto per altre e più disteso per altre ancora. Frammenti facenti parte di TEGOLE o COPPI molto grandi, probabilmente utilizzate a coprire TOMBE a FOSSA, o SARCOFAGI semplici in PIETRA ARENARIA o in TUFO CARPARO di Canosa di Puglia. Poi altri COPPI normali, più o meno grandi utilizzati come copertura dei TETTI.  Ma torniamo alla decorazione a RIGHE. Diverse sono le tipologie: a righe parallele con solco profondo, a costolature larghe e abbastanza profonde soprattutto sul DOSSO, la parte più alta del COPPO, invece sui lati spioventi le solcature cambiano direzione, sono trasversali e rettilinee sovrapposte, a formare un reticolato, tutto concepito e realizzato per far scivolare più rapidamente l’acqua, ma nello stesso tempo possiamo immaginare l’insieme della copertura, vista dall’alto, un bell’intreccio artistico;

ceramica da fuoco: invetriata da cucina. Frammenti di contenitori che venivano posti a contatto con il fuoco per la cottura del cibo. Le PIGNATTE. La decorazione risulta invetriata, sia all’interno che all’esterno. La colorazione risulta essere sul nero sfumato e incisione, mentre sulla parte globulare una larga FASCIA composta nell’insieme di RIGHE profonde, strette e costolonate. Sovrasta questa fascia un’altra di stessa ampiezza e incisione solo che le righe si sviluppano con motivo ad ONDE;

frammento ceramico acromo con decorazione incisa e plastica. Lo spessore è senz’altro di buon spessore, recante una decorazione incisa e nel contempo un conseguente sollevamento dell’argilla. Tutto questo è opera dell’artista fornaciaio, grazie alla sua maestria e creatività, oltre alla sua abilità nel modellare sul tornio il grosso e capiente contenitore dandogli forma e spessore. Sullo stesso ha operato manualmente sia sull’orlo sia al disotto dello stesso applicando due robusti cordoli di argilla sollevati e operando sulla larga fascia interna una simbolica decorazione incisa ad ONDE che si sollevano terminando a ricciolo in modo semplice, rincorrendosi a uguale distanza. Dopo il secondo cordolo più robusto, al di sotto, il maestro fornaciaio ripropone lo stesso motivo ad onda con le stesse caratteristiche della precedente, già descritta, però molto più ampia, in quanto viene a trovarsi appena sopra alla pancia del contenitore che va ad aumentare sia nella circonferenza sia nel diametro;

– frammento di ceramica con decorazione incisa, plastica e dipinta. Si tratta di un frammento di orlo con decorazione dipinta in rosso-bruno mattone, con incisione a più onde distanziate, sottili e molto sollevate;  

 – frammenti ceramici con decorazione a strisce colorate in bruno-rosso. La colorazione si presenta, ad esempio in rosso ed uniforme; marrone disteso il colore con pennellate che seguono l’andamento a fasce parallele evidenziando le varie sfumature dal più intenso al meno intenso, allo sfumato da conferire alla decorazione e il chiaro-scuro cromatico bello da vedere. Nei manufatti, si nota che alcuni frammenti venivano dipinti a mano libera in senso verticale con sbavature laterali, ma molto contenute;

frammenti ceramici appartenenti a fondi o basi di piccoli contenitori acromi dove è visibile la perfetta RIGATURA venutasi a formare durante la lavorazione dell’argilla sul tornio;

frammenti ceramici di TESE con ORLO sottostante di SCODELLE con decorazione dipinta in rosso-bruno;

frammenti ceramici di COPERCHI con PRESE al centro per il sollevamento;

frammento ceramico appartenente alla parte superiore di ANFORA;

frammento ceramico appartenente alla parte superiore di una SCODELLA;

frammenti ceramici appartenenti ad alti colli di contenitori di spessore minimo;

frammento cospicuo di una MACINA per GRANO ad azione manuale originariamente rotonda. Si tratta di un tipo di roccia effusiva eruttiva: la FONOLITE – TRACHITE, di colore grigio a tessitura VACUOLARE-RUVIDA;

un grosso frammento di DIASPRO durissimo e compatto. Roccia SEDIMENTARIA di tipo zoogeno, depositato nel fondo di un mare profondo inglobando silice (scheletri di radiolari) unitamente ad altri elementi a base di argilla e ossidi di ferro e manganese i quali conferiscono la caratteristica colorazione rossa-brunastra.

Tutto questo ci porta a pensare che, probabilmente, l’insediamento di POZZOMONACO preesisteva sin dalla preistoria in quanto il frammento di DIASPRO, che presenta scheggiature dovute al continuo ritocco con altre pietre, abbia potuto produrre delle FRECCE o piccole lame ben affilate per la caccia o per raschiare pelli e/o ossa, ma anche per tagliare la carne. Siamo, forse anche in questa contrada di fronte ad un insediamento a partire dal NEOLITICO, come in tanti altri presenti nel nostro AGRO. Stessa cosa va indicata per la MACINA di grano, di epoca romana, riutilizzata successivamente in epoca tardo-romana con la presenza anche delle FOSSE GRANARIE tipiche di questo periodo per tutto il medioevo.

Va detto che i lavori agricoli, soprattutto le arature profonde e le fresatrici hanno, già da molto tempo, stravolto gli strati antropici, quindi la gran massa di reperti, frammenti ceramici ed altro, sottoponendoli a continue frantumazioni, rendendoli in porzioni sempre più piccole. La stratigrafia ipogea è stata sconvolta e, quindi, irriconoscibile con reperti erratici, in ogni dove, sparsi sul campo.

IL TOPONIMO di POZZOMONACO lo troviamo indicato in una delle 23 LOCALZIONI della DOGANA delle PECORE ed esattamente in quella denominata “LOCATIONE DI VALLE CANDELLA” (4). Si può ben notare il DISEGNO, ovviamente simbolico che non corrispondeva alla realtà, che raffigura una TORRE, un FABBRICATO e delle PIANTE a basso fusto ed indicante espressamente “mezz.na di Puzzo monaco”. Quindi, tutto lascia supporre che, nel 1686, data di compilazione, dell’ATLANTE, a POZZOMONACO vi fosse un insediamento umano e quindi una vitalità operativa.  

Cerignola, 20 Febbraio 2021                                  Matteo Stuppiello

Bibliografia e note

(1) – ARCHIVIO CENTRO STUDI E RICERCHE “TORRE ALEMANNA” – fascicolo Anno 1981– Posta in uscita.

(2) – Il compianto Prof. NINO LAVERMICOCCA di Bari deceduto nel 2014 (1942) era l’ESPERTO MEDIEVISTA dell’intera PUGLIA della SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA di TARANTO. a Soprintendenza Archeologica della Puglia in qualità di responsabile del settore medievale della Regione. Direttore dell’Antiquarium di Canne della Battaglia negli anni Ottanta, ha collaborato con molti esperti del settore culturale anche a Barletta (www.barlettaviva.it).

(3) – “L’INSEDIAMENTO MEDIOEVALE DI POZZOMONACO”, in “LA CICOGNA” – Quindicinale di vita cerignolana, ANNO IV – N. 5 – 5 novembre 1981, p. 12.

(4) – “ATLANTE DELLE LOCAZIONI” di Antonio e Nunzio Michele di Rovere compilato nel 1686 ed esistente nell’Archivio di Stato di Foggia – Dogana delle Pecore – Serie I – Fascio 20, in “FOGGIA, PAESI E TERRE DELLA CAPITANATA nelle mappe seicentesche del Tavoliere e nelle stampe di antichi incisori, raccolta a cura di Giuseppe de Troia, Stabilimenti litografici dell’Organizzazione Leone –  Foggia, 1973 , Tav. XXV – Pubblicazione del Comune di Foggia – 1973.

Echi di Stampa:

  • Pozzomonaco Archeologico”, in “LA CICOGNA” – Quindicinale di vita cerignolana – Anno IV – N. 3 – 5 ottobre 1981, p. 12.
  • MICHELE CIANCI, Scoperto a Cerignola un insediamento medievale, in “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” – Domenica 20 Settembre 1981, p. 7.
  • L’INSEDIAMENTO MEDIOEVALE DI POZZOMONACO”, in “LA CICOGNA” , op. cit.  

1 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – Veduta d’insieme dell’antica costruzione (sec. XIX) nella proprietà agricola della Famiglia RUGLIO – Foto Matteo Stuppiello 07.04.1974.
2 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – Veduta d’insieme dell’antica costruzione (sec. XIX) nella proprietà agricola della Famiglia RUGLIO – Foto Matteo Stuppiello 07.04.1974.

3 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – Antica costruzione (sec. XIX) nella proprietà agricola della Famiglia RUGLIO – Particolare – Prospetto della Chiesa – Foto Matteo Stuppiello 07.04.1974.

4 – La Foto è tratta da MICHELE MAGNO, La Capitanata dalla pastorizia al capitalismo agrario (1400-1900), Roma, 1975.

5 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – “Frammenti” Medioevali – Foto Matteo Stuppiello novembre 1981.
6 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – “Frammenti” Medioevali – Foto Matteo Stuppiello novembre 1981.

7 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – “Frammenti” Medioevali – Foto Matteo Stuppiello novembre 1981.

8 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – “Frammenti” Medioevali – Foto Matteo Stuppiello novembre 1981.

9 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – “Frammenti” Medioevali – Foto Matteo Stuppiello novembre 1981.

10 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – “Frammenti” Medioevali – Foto Matteo Stuppiello novembre 1981.

29 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – “Frammento” di Diaspro – Foto Matteo Stuppiello novembre 1981.

30 – Cerignola – Contrada “Pozzomonaco” – “Frammento” di Fonolite-Trachite – Foto Matteo Stuppiello novembre 1981.

Pozzomonaco Archeologico”, in “LA CICOGNA” – Quindicinale di vita cerignolana – Anno IV – N. 3 – 5 ottobre 1981, p. 12.

MICHELE CIANCI, Scoperto a Cerignola un insediamento medievale, in “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” – Domenica 20 Settembre 1981, p. 7.

L’INSEDIAMENTO MEDIOEVALE DI POZZOMONACO”, in “LA CICOGNA” , op. cit.  

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