IL SELLAIO A CERIGNOLA*


 

Nel 1742 è attestata la presenza a Cerignola di tre artigiani SELLAI: “[…] XCII – Domenico Pennella Bardaro d’anni 20, Pasquale f(rate)llo d’anni 14, Chiara Mamaro ved(ov)a d’anni Madre 6° – Testa duc(ati) 1, Industria di Dom(eni)co onc(cia) 12. Industria di Pasquale onc(ia) 6. Sono in tutto onc(cia) 18. – Abita nella Casa d’Angela Chiara Amarounitam(en)te con Michele Didamo suo Cogn(a)to, da chi si soffrisca il peso dell’Affitto […]”; “[…] CXL – Francesco Romanelli Bardaro d’anni 24, Anna maria Zingarella Moglie d’anni 22, Sergio figlio d’anni 2, Matteo Romanelli F(rate)llo d’anni 16. Testa duc(ati) 1, Industria onc(cia) 0 – Sono in tutto onc(ia) 12. Abita nella Casa d(e)l Rev(erendo) D(ominin)o Domenico Magro pagandone in affitto di sua rata d(ucat)i trè. Possiede un Capitale di d(ucat)i cinquanta nella Città d’Andria da conseguirlo da Domenico Zingarello suo Socero della d(ett)a Città per le doti di d(ett)a sua Moglie p(er) cui ne ricava annui d(ucat)i cinque […]”; CLXXI – Giuseppe Mininno M(ast)ro Bardaro d’anni 40, Anna Frasca Moglie d’anni 39, Testa duc(ati) 1, Industria oncia) 12. Abita nella Casa di Tomasso di Filippo con pagarne d’affitto d(ucat)i otto. Possiede una Giumenta p(er) uso di fatiga stimata di rendita d(ucat)i due, e Gr(an)a Sessanta – onc(ia) 4: 10 – Sono in tutto onc(ia) 16: 10 […]” (1).

L’economia agricola della nostra terra richiedeva l’utilizzazione di molti animali da traino e da lavoro tra cui cavalli, asini, muli e buoi per i quali era necessaria tutta una ricca serie di finimenti, diverse nella forma e nella consistenza, a seconda dello scopo per il quale dovevano essere utilizzati.

Il sellaio era l’artigiano che provvedeva alla produzione di tali finimenti: redini, ì rréd(e)n(e); collare, u kudd(e)r(e); imbrache, i vvr(e)k(e); barde, i vvàrd(e); bardelle, i vvàrdèdd(e); cavezze. I kavèzz(e); fermastanghe, i kuv(e); sottopancia, u sottopanz(e).

La materia prima per la produzione di tali guarnimenti era il cuoio di cavallina e di mucca dura che veniva acquistato a rotoli direttamente presso le concerie di Solofra, in provincia di Avellino, oppure in loco nel negozio di Alessandro Mansi, dove costava anche di meno.

Il SELLAIO preparava il cuoio da lavorare mettendolo a bagno in acqua fredda per una intera giornata. Poi, per asciugarlo, stendeva ed inchiodava (la cosiddetta steccatura) il pezzo di cuoio ad una tavola, sempre la stessa fino alla sua completa usura. L’asciugatura richiedeva all’incirca una giornata; per accelerare i tempi, quand’era bel tempo la tavola con il cuoio veniva esposta all’aria aperta. Una volta asciugato, il cuoio veniva rifilato con un coltello a mezzaluna per eliminare le sfilacciature, eventuali squarciature e le parti più logore. Per ottenere strisce sottili veniva utilizzata un’apposita macchinetta, là mak(e)nett(e).

Per la cucitura si usava una serie di piccoli arnesi: la lesina, l’assugghij(e); la pinza, la pinz(e); le tenaglie, i tt(e)nagghij(e), per occhielli; aghi a punta dritta o ricurva, l’(e)igh sakur(e)l(e); un tipo di spago, la  kucèdde, fatto di filacce, il più delle volte preparato dallo stesso sellaio che durante la cucitura vi passava sopra della cera per renderlo più scivoloso. Quando cuciva il sellaio si proteggeva la mano con il guardamano, u guardam(e)n(e) o mizz(e) guant(e), un mezzo guanto con lamina di stagno.

La lavorazione dei finimenti portava via abbastanza tempo: un collare richiedeva, ad esempio, non meno di un giorno unitamente ad un grande impegno e dedizione.

I vari finimenti venivano spesso arricchiti con borchie, iniziali del proprietario, di diverse fogge e in vari materiali: stagno e ottone, lamine di stagno spesso anche martellate o incise. Materiali che potevano essere acquistati nella bottega dei fratelli MAURO e VINCENZO ANTONAGLIA, sellai anche loro. Questi, per pubblicizzare l’attività della propria bottega, tenevano esposto un cavallo di cartapesta a grandezza quasi naturale, rivestito di tutti i finimenti prodotti.

Ogni sellaio aveva nella propria bottega alcuni scaffali a vetro, i skanz(e)ij(e), per l’esposizione dei manufatti ultimati, fra i quali molto spesso facevano bella mostra le cavezze ornate di pelliccia, i mmulagn(e).

I sellai più esperti realizzavano anche mantici per carrozze, cuscini e sedili per birocci, telai per le trebbie, selle per i cavalli da corsa. Per questi materiali era molto noto l’artigiano SAVINO DI GENNARO, originario di Molfetta.

Fra i SELLAI o BARDARI, oltre quelli già citati, ricordiamo: POTITO BIANCO (2), MICHELE CARELLA, ANTONIO CIFFO, SAVINO LACERENZA, FERDINANDO MAZZARELLA, LUIGI PUGLIESE (3) e il figlio FRANCESCO (4).

Permettetemi di volgere un doveroso ringraziamento al caro amico GIUSEPPE CONTINO, nativo di Cerignola, oggi residente a VALFENERA (AT), unitamente all’altro amico GERARDO PUGLIESE (5), anch’egli di Cerignola, incontrati nel mio primo giorno di LEVA al militare. Loro erano già i cosiddetti “NONNI” nel gergo goliardico militare, mentre io ero “RECLUTA” (nella Caserma “DE GENNARO”FORLI’ – 14 gennaio 1975 – 13 marzo 1976). Io non sapevo di loro, al contrario erano già conoscenza del mio arrivo. Furono proprio loro ad accogliermi, manifestando la loro origine cerignolana, procurando in me una immensa gioia. Furono loro, nei miei primi giorni di “smarrimento” e di “disorientamento”, dovuto anche ad una fitta nebbia persistente, i due miei “angeli custodi”. Al mio arrivo mi portarono alla MENSA dove PINUCCIO ricopriva l’incarico di CAPO CUOCO e aveva già preparato per me la cena perfetta e completa. GERARDO, non mi era nuovo come persona, subito lo ricordai come ragazzino quando abitava in Via San Francesco d’Assisi. Avevamo giocato più volte insieme in Piazza Duomo in compagnia di altri ragazzini.

Caso ha voluto che GIUSEPPE, recentemente, aveva sentito parlare di me su Facebook ed aveva incaricato il figlio LUCA di effettuare delle ricerche e mettersi in contatto con me. Il 5 aprile 2019 mi arriva una notifica sulla chat. E così dopo circa 45 anni ci siamo sentiti parlandoci al telefono, mettendo in moto la splendida e benefica “macchina dei ricordi”. Avevo saputo della morte del caro GERARDO avvenuta nel 2018, cosa che mi ha profondamente rattristato. La coincidenza ha giocato parecchio. Stavo preparando un articolo sul SELLAIO rientrante tra i MESTIERI ARTIGIANALI SCOMPARSI e presente con attrezzi e manufatti sul Museo Etnografico Cerignolano e involontariamente Giuseppe mi informava che il padre di Gerardo faceva il SELLAIO. Mi dava le prime notizie indicative. Il 24 maggio 2019 è venuto a Cerignola, come mi aveva anticipato, ci siamo incontrati e a casa ha telefonato alla moglie di Gerardo, la vedova Sig.ra PINA CELLAMARO facendomi parlare con lei. Nel discorso mi informava che il suocero FRANCESCO PUGLIESE esercitava a Cerignola il mestiere di SELLAIO fornendomi così una serie di utili informazioni, tra le quali quella che il padre del suocero, LUIGI era anche lui SELLAIO. Inoltre facevo richiesta di una FOTO del suocero FRANCESCO PUGLIESE da pubblicare nell’articolo in preparazione che successivamente mi inviava in data 3 giugno 2019.    

Si ringraziano per le notizie e informazioni utili a redigere la SCHEDA: la Sig.ra MATTEA DI GENNARO (1924), la Prof.ssa ROSA LADOGANA (1949) e il Sig. MICHELE STUPPIELLO, mio padre, Vigile Urbano in pensione (1915).

Cerignola, 31 Luglio 2019                                                  Matteo Stuppiello

 

 

Bibliografia e Note

* MATTEO STUPPIELLO, Il Sellaio, in AA.VV., Processi lavorativi e vita sociale nel Basso Tavoliere – introduzione al Museo Etnografico Cerignolano, REGIONE PUGLIA – Assessorato P.I. e Cultura – Istituto di Storia delle Tradizioni Popolari –Università degli Studi di Bari – Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” – Cerignola Centro Regionale di Servizi Educativi e Culturali – 1989 – Foggia, 1983, pp. 98-100. Solo nella primissima parte il testo è stato arricchito di maggiori informazioni storico-documentali. Per il SELLAIO si veda inoltre CASSA DI RISPARMIO DI PUGLIA – “La Banca e il Territorio – Il Passato Riscoperto” – Mostra Etnografica della Civiltà Contadina realizzata con la collaborazione del Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” – 25 Novembre – 28 Dicembre [1988] – Filiale di Cerignola – Via Dalmazia, 5 – “SCHEDE ILLUSTRATIVE” a cura di SALVATORE DELVECCHIO – MARIOLINA OCCHIONERO – GIUSTINA SPECCHIO – MATTEO STUPPIELLO, Bari, 1988; SCHEDA N. 2, p. 6. Gli attrezzi e manufatti del SELLAIO in n° 19, furono esposti nel SETTORE dei MESTIERI ARTIGIANALI SCOMPARSI, nella Mostra Foto-Documentale “La Banca e il Territorio – Il Passato Riscoperto” allestita dal Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, dall’Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola e dal Museo Etnografico Cerignolano (1979) .La MOSTRA, voluta dall’allora Direttore Dott. GAETANO GENTILE, a lui vanno i nostri ringraziamenti per averci chiamati alla collaborazione, fu allestita nella Filiale della CASSA di RISPARMIO di PUGLIA, a Cerignola in Via Dalmazia 5, dal 25 novembre al 28 dicembre 1988; [SALVATORE DELVECCHIO], IL PASSATO RISCOPERTO, in CPR Notizie, Periodico di informazione aziendali della Cassa di Risparmio di Puglia – ANNO  VII – Novembre/Dicembre 1988, pp. 24-31 ; MATTEO STUPPIELLO, Il Sellaio a Cerignola, in “I Giovani Interpretano il Museo Etnografico Cerignolano – XII Edizione – Il Sellaio – Mostra grafico-pittorica degli Alunni dell’Istituto Statale d’Arte “Sacro Cuore” Cerignola – Sala Mostre “Servo di Dio Mons. Antonio Palladino” Corso Aldo Moro, 89 – Cerignola, 25 aprile-2 maggio 2010, San Ferdinando di Puglia, 2010. La SCHEDA storica sul SELLAIO è a tergo dell’artistica LITOGRAFIA realizzata, nella composizione grafica ed acquerellatura dal Prof. Salvatore Delvecchio a tiratura limitata in numero di 160 copie, nel “90 ANNIVERSARIO / DELLA NASCITA E NEL 20 DELLA MORTE DELLA SIG.NA ANTONIETTA ROSATI / *Cerignola 1.03.1920 †Cerignola 18.02.1990 – Edita dal Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” – Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979).

Il mio ringraziamento va ai DONATORI-COLLABORATORI che hanno creduto nella UTILITA’ e nel pieno senso MORALE del MUSEO ETNOGRAFICO CERIGNOLANO (1979) nel voler spontaneamente AFFIDARE alla nostra STRUTTURA MUSEALE i loro MATERIALI TESTIMONIATIVI e che si venisse a costituire una COPIOSA RACCOLTA” di FINIMENTI e BARDATURE da CUSTODIRE e PRESERVARE nel TEMPO, nella CONSAPEVOLEZZA che ormai da alcuni decenni i fabbricati delle belle MASSERIE, una volta contenitori naturali, sono state DEPREDATE- SACCHEGGIATE- OLTRAGGIATE da continue SPOLIAZIONI. Credo fermamente che siamo stati lungimiranti nel “RACCOGLIERE” questo prezioso MATERIALE ormai IRREPERIBILE. Molti di questi amici mi invitavano ad andare con loro nei fabbricati rurali di loro proprietà a recuperare il materiale ormai in abbandono da parecchi anni. Il nostro MUSEO ETNOGRAFICO CERIGNOLANO (1979) costituisce una SOLIDA BANCA della CULTURA MATERIALE ETNOGRAFICA CERIGNOLANA. Riportiamo l’elenco dei DONATORI-COLLABORATORI:

  • Settembre 1970 – CARLO ZOLLA – Contrada “San Marco”. Ha donato una SELLA da cavallo e FINIMENTI;
  • 6 aprile 1979 – ANTONIO RUSSO (cugino di mia madre Lucia): Contrada “Riserva” – Ha donato una BARDA con le sue iniziali e FINIMENTI per cavalli;
  • 20 aprile 1979 – VINCENZO PRUDENTE – Contrada “Salve Regina” – Ha donato FINIMENTI per cavalli;
  • 15 maggio 1979 – MICHELE PISCHETOLA – Contrada “Marrella” – Ha donato FINIMENTI per cavalli.
  • 17 febbraio 1980 – TOMMASO CARBONE – Contrada “Ciminarella” – Ha donato numerosi FINIMENTI per cavalli;
  • 20 aprile 1980 – GIUSEPPE PAPARELLA – Contrada “Salice” – Ha donato FINIMENTI per cavalli;
  • 27 novembre 1980 – ANTONIO LUCAFO’ – Ha donato un COLLARE per buoi;
  • 5 Gennaio 1986 – VITO CICIRETTI – Contrada “Pozzomonaco” – Ha donato una PANCHETTA da lavoro per il Sellaio e FINIMENTI;
  • 11 settembre 1988 – MATTEO LISANTI – Ha donato un COLLARE per cavallo;
  • 26 novembre 1988 – GIOVANNI TERLIZZI – Ha donato una FRUSTINO per carrettiere;
  • 24 dicembre 1988 – DAMIANO MARINARO – Ha donato “i fr(e)sk(e)il(e)” legno con cuoio per collare dei cavalli;
  • 14 febbraio 1990 – ISIDORO SPECCHIO – Ha donato una IMBRACA, una BARDA, un COLLARE, tre CAVEZZE, CINGHIE, REDINI e FUNI tutto per i cavalli;
  • 30 aprile 19990 – GIUSEPPE DI BARTOLOMEO-ROSA VITOLLI (coniugi) – Ha donato due “kuv(e) FERMASTANGGHE, IMBRACA ed altri elementi di cuoio per cavalli;
  • 17 marzo 1991 – LORENZO BIANCARDI – Ha donato una BARDA piccola;
  • 20 novembre 1991 – DOMENICO BORRELLI – Ha donato una SELLA;
  • 24 maggio 1992 – DOMENICO PEDICO – Ha donato una BARDA e delle CINGHIE.
  • 1 maggio 1993 – TITINO BORRELLI – Ha donato una IMBRACA per cavalli;
  • 27 maggio 1993 – SALVATORE BELLAPIANTA – Ha donato una BARDA per cavalli;
  • 19 novembre 1993 – ROCCO DINISI – Contrada “Pozzomonaco” – Ha donato FINIMENTI, IMBRACHE, CAVEZZE (Museruola in ferro) per cavalli;
  • 5 aprile 1994 – MATTEO RUSSO – Ha donato una PANCHETTA, molto antica, da lavoro per SALLAIO. La stessa era appartenuta all’artigiano SELLAIO RUGGIERO RAFFAELE (*Cerignola 18.4.1909 +Cerignola 8.10.1987);
  • 29 aprile 1995 – MATTEO LISANTI – Ha donato FINIMENTI per cavalli;
  • 7 luglio 1995 – MATTEO LISANTI – Ha donato Finimenti per cavalli.

Mi piace segnalare che ben 19 tra ATTREZZI, MANUFATTI ed OGGETTI facenti parte del SETTORE artigianale del SELLAIO, presenti nella 4^ SALA del MUSEO ETNOGRAFICO CERIGNOLANO (1979) furono posti in ESPOSIZIONE nei locali della Filiale della CASSA di RISPARMIO di PUGLIA, Via Dalmazia 5 – Cerignola – unitamente con gli altri SETTORI dell’ARTIGIANATO nella MOSTRA FOTO-DOCUMENTALE dal titolo: “IL PASSATO RISCOPERTO” dal 25 Novembre al 28 dicembre 1988. Da noi tutti va rivolto il nostro GRAZIE al Direttore della Banca, Filiale di Cerignola, di allora il Dott. GAETANO GENTILE che, con profonda sensibilità culturale, fermamente volle la MOSTRA e la nostra attiva e piena COLLABORAZIONE. Tutto il MATERIALE in esposizione fu segnalato all’ Arch. RICCARDO MOLA, SOPRINTENDENTE per i Beni Ambientali – Architettonici – Artistici e Storici della Puglia (Bari) con nota del 16.11.1988, prot. n. 920, Raccomandata con Ricevuta di Ritorno. Allo stesso SOPRINTENDENTE, veniva comunicato, con nota in data 24.1.1989, prot. n. 931, “[…] che in data 11.1.1989 si è proceduto al totale trasferimento del materiale etnografico […]” dai locali della BANCA al MUSEO ETNOGRAFICO CERIGNOLANO (1979).

(1) – ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI Regia Camera SommariaCatasto Onciario – vol. 7035 – Anno I742 – CERIGNOLA. ff. 312 v., 326 r., 333 r.

(2) – Ringrazio l’amico NICOLA BORRELLI per la ricerca, effettuata presso l’Ufficio Anagrafe Comunale di Cerignola, dei dati relativi alle persone indicate nelle NOTE. POTITO BIANCO (*24.4.1875   †…….? ). Non conosciamo la data di morte perché emigrato a Foggia il 15.4.1969 in Via Zingarelli, 5. – SELLAIO –  Era figlio di Michele e di Maria Giuseppe di Caro. Sposato con Anna Montingelli di Domenico il 13.11.1898, rimasto vedovo a Cerignola il 22.2.1939 passò in seconde nozze in Cerignola con Rosaria Brandi fu Luigi il 14.9.1942. Rimase vedovo in Cerignola il 21.2.1968, il 15.4.1969 emigrò in Foggia. Abitazioni: Via Umberto I° (oggi Viale Roosevelt) n. 65; Via San Francesco d’Assisi, 32; Via San Vincenzo, 30; Via Ciucci, 14; Via San Martino, 72 e 62. Ed è proprio in questa ultima residenza che è la mia Via di casa.  Ero bambino e lo ricordo benissimo questo signore anziano con i capelli bianchi, lo vedevo lavorare davanti la casa in estate con i suoi numerosi attrezzi e una grande e complicata macchina che cuciva per ore i vari finimenti. Una visione che mi catalizzava e rimanevo molto tempo ad osservarlo ammirato. Lui non si sentiva niente affatto infastidito perché mi conosceva ed era un amico di mio padre Michele.

(3) – LUIGI PUGLIESE (*Cerignola 30.11.1898 †23.7.1966), SELLAIO, figlio di Francesco e di Maria Troisi.  Coniugato, a Cerignola il 9.12.1918 con Petronilla Gigantiello di Domenico, vedovato in Cerignola il 16.12.1963. Abitazioni: Vico “° Mulini d’Amati, 36; Via San Nicola, 48 e poi 11 dove abitava ed esercitava il suo mestiere di SELLAIO.

(4) – FRANCESCO PUGLIESE (*Cerignola 25.1.1925 †Cerignola 31.5.2010), SELLAIO, figlio di Luigi e di Petronilla Gigantiello, coniugato con Pasqua Vitagliano fu Adelchi il 9.7.1949. Abitazioni: Via San Nicola, 48; Via San Nicola, 11; Via San Francesco d’Assisi, 23 e poi 41. In questo ultimo domicilio abitava ed esercitava il suo mestiere di SELLAIO. Il 23.5.1967 emigrò a Milano in Via Amundsen, 5.

(5) – GERARDO PUGLIESE (*24.1.1954 †Milano 6.3.2018) figlio di Francesco e di Pasqua Vitagliano. Abitava in Via San Francesco d’Assisi, 23 e poi 41. Emigrato a Milano il 23.5.1967, abitava in Via Amundsen, 5.

 

FRANCESCO PUGLIESE (*Cerignola 25.1.1925 †Cerignola 31.5.2010), SELLAIO.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Esterno – BARDA fronte – retro. La Barda proprietà di Antonio Russo riporta le iniziali in metallo – Foto Matteo Stuppiello 22.12.1991.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Esterno – Collare – Foto Matteo Stuppiello 22.12.1991.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Esterno Deposito – Sella – Foto Matteo Stuppiello 22.12.1991.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Fermastanghe – Foto Matteo Stuppiello 19.9.1988.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Esterno – Panchetta da lavoro – Foto Matteo Stuppiello 22.12.1991.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Cavezze ornate di pelliccia – Foto Matteo Stuppiello 24.12.1992.

Cerignola – Cassa di Risparmio di Puglia – Interno – Inaugurazione della Mostra – Foto Matteo Stuppiello 25.11.1988.

Cerignola – Cassa di Risparmio di Puglia – Interno – Inaugurazione della Mostra – Foto Matteo Stuppiello 25.11.1988.

Cerignola – Cassa di Risparmio di Puglia – Interno – Foto Matteo Stuppiello 29.12.1988.

Cerignola – Cassa di Risparmio di Puglia – Interno – Foto Matteo Stuppiello 29.12.1988.

Cerignola – Cassa di Risparmio di Puglia – Interno – Foto Matteo Stuppiello 29.12.1988.

Cerignola – Cassa di Risparmio di Puglia – Interno – Foto Matteo Stuppiello 29.12.1988.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Sala dell’agricoltura (grano) e dell’artigianato locale scomparso  – Foto Francesco di Bono 13.7.2019.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Sala dell’agricoltura (grano) e dell’artigianato locale scomparso  – Foto Francesco di Bono 13.7.2019.

LITOGRAFIA realizzata, nella composizione grafica ed acquerellatura dal Prof. Salvatore Delvecchio a tiratura limitata in numero di 160 copie, nel “90 ANNIVERSARIO / DELLA NASCITA E NEL 20 DELLA MORTE DELLA SIG.NA ANTONIETTA ROSATI / *Cerignola 1.03.1920 †Cerignola 18.02.1990 – Edita dal Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” – Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979).

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