IMMENSA GIOIA PER GLI ALUNNI DELL’ISTITUTO “SAN VINCENZO” NEL VISITARE IL MUSEO ETNOGRAFICO CERIGNOLANO


Il 27 aprile 2018 gli Alunni/e della Scuola Primaria Paritaria e della Scuola dell’Infanzia “Maria Pia di Savoia” dell’Istituto “San Vincenzo” hanno visitato il Museo Etnografico Cerignolano (1979).

L’Istituto “San Vincenzo” della Congregazione delle Suore Domenicane del SS.mo Sacramento, Fondata dal nostro concittadino Venerabile Mons. Antonio Palladino (1881-1926), con la Superiora e Direttrice, Sr. Nicoletta Cafagno, aveva programmato per l’anno scolastico 2017 – 2018 la visita guidata degli ALUNNI/E al Museo Etnografico Cerignolano. La visita era stata inserita nel Progetto “LE TRADIZIONI DI CERIGNOLA”, argomento molto gradito dai ragazzi perché da a loro la possibilità di poter affrontare e sviluppare una tematica abbastanza vasta e complessa. Cercando così di infondere nelle giovani leve l’amore e la gioia della scoperta o riscoperta delle ANTICHE TRADIZIONI POPOLARI della propria Città.

Gli Alunni/e, per un complessivo numero di 78 in due gruppi separati, sono stati accompagnati dalla Direttrice Sr. NICOLETTA CAFAGNO e dalle Inss: Patrizia Caggiano, Olimpia Campaniello, Angela D’Anna, Anna Maria Dascienzo, Maria Luisa Dimolfetta, Teresa Divito, Giovina Giancola, Margherita Ieva, Anna Piccione, Maria Rubino, Loredana Ventrella. Le Classi  I – II – III – IV – V  Elementare e 3a Sezione dell’Infanzia.

I Giovani studenti in erba, incontenibili di gioia fuori dal Museo, appena varcata la soglia dell’ingresso, al primo piano dello stabile, si sono trovati difronte ad una visione spettacolare ed inaspettata tanto da ammutolirli per la bellezza, la varietà degli oggetti, oltre all’irresistibile fascino recepito dai ragazzi stessi per le forme, i colori, la qualità, e la quantità.

Lo scrivente ha fatto da guida nelle varie SALE espositive soffermandosi su diversi singoli oggetti e attrezzi soprattutto nello spiegare ed evidenziare il forte contrasto sociale, facendo nella narrazione un passo indietro di oltre cento anni fa. Come vivevano le categorie più povere quella dei BRACCIANTI e quelle dei BENESTANTI.

Mi sono soffermato nella ricostruzione della “Casa del Bracciante” la categoria sociale più misera: il “SACCONE” per dormire, il PIATTO GRANDE (unico) dove mangiava l’intero nucleo familiare che poteva superare anche le dieci unità, l’ACQUA che bisognava acquistare, attenti a non consumarla e sprecarla, i “dosatori” di OLIO (corni lavorati e riempiti del prezioso liquido) che condivano la pietanza povera con la tradizionale “croce d’olio”, la ZUCCA usata come CALENDARIO dove si ponevano 365 fave. Chi sapeva leggere il Calendario in casa?  Devastante e molto diffuso l’analfabetismo.  Poi le antiche tradizioni inerente l’Agricoltura. Ho spiegato la preparazione dei campi per la semina del grano fatta con pesanti aratri, le varie parti che compongono l’aratro per rispondere ad un alunno, Angelo, e tante altre domande dei ragazzi. La semina effettuata a spaglio con il SEMINATOIO tenuto a tracolla dal SEMINATORE; la SCERBATURA – “la pun(e)g(e)im(e)” fatta fare da bambini della loro età, costretti ad alzarsi alle tre della mattina per arrivare in tempo nel campo di grano, dove i soprastanti fornivano loro delle piccole zappette – “u zappudd(e)” – ; poi i bambini, posti in paranza erano costretti a procedere tutti insieme. Purtroppo la loro infanzia rubata non faceva “rumore”, così come il gioco, la scuola venivano loro negati. Poi i vari Settori dell’Artigianato scomparso legato all’agricoltura: il FUNAIO, il CARRADORE, il MANISCALCO – FABBRO FERRAIO, il BARDARO.

I giovani ponevano una miriade di domande alle quali seguivano efficaci risposte. Poi le foto di rito. Finita la visita, i ragazzi, carichi di visioni colorate e di notizie ascoltate per la prima volta, si attardano ad arrivare all’ingresso, per l’uscita. Alcuni ritornano indietro per ammirare, sostando ancora per qualche altro minuto, vicino ad un oggetto o attrezzo che lo ha affascinato di più. Poi al richiamo delle insegnanti, in ordine, scendono le scale e lentamente si allontanano.

E’ difficile immaginare cosa sia scattato nella loro mente durante le due ore di permanenza sul Museo, nell’ascoltare, nel vedere, nel toccare con la percezione e nella consapevolezza di aver visto per la prima volta tanti oggetti che hanno moltissimo da raccontare perché “VISSUTI” oltre CENTO anni fa nel periodo delle lotte SINDACALI e del RISCATTO SOCIALE intrapreso dal concittadino GIUSEPPE DI VITTORIO (1892-1957) .

Cerignola,  7 maggio 2018                          Matteo Stuppiello

 

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano – Sala dell’Agricoltura e dell’Artigianato locale scomparso –  Gli alunni dell’Istituto “San Vincenzo” – Foto Matteo Stuppiello 27.4.2018.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano – Sala dell’Agricoltura e dell’Artigianato locale scomparso –  Gli alunni dell’Istituto “San Vincenzo” – Foto Matteo Stuppiello 27.4.2018.

 

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano – Sala dell’Agricoltura e dell’Artigianato locale scomparso –  Gli alunni dell’Istituto “San Vincenzo” – Foto Matteo Stuppiello 27.4.2018.

 

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano – Sala dell’Agricoltura e dell’Artigianato locale scomparso –  Gli alunni dell’Istituto “San Vincenzo” – Foto Matteo Stuppiello 27.4.2018.

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