L’INDUSTRIA DEL SALNITRO DELLA REGIA CORTE DUCALE PRESSO IL LUOGO DETTO “IL SALNETRO” NELLA CERIGNOLA DEL XVIII SECOLO – TERZA PARTE


Anche da questo ELENCO che riporta gli ATTI di MORTE di 24 DEFUNTI possiamo ricavare tante notizie utili per la storia di Cerignola, sconosciuti fino ad oggi.

Infatti  ci soffermiamo su alcune notizie utili, come ad esempio:

– Dopo la lettura delle SCHEDE dei SALNITRARI e i nomi dei DEFUNTI ci accorgiamo che dei primi non risulta seppellito alcuno nella Chiesa della Madonna degli Angeli. Infatti tutti abitavano entro le mura della Città, ma avevano la loro “INDUSTRIA” fuori le mura, nel luogo detto il “SALNITRO”.  Quindi chi lavorava in questa “industria”? Erano altri alle loro dipendenze. La zona ricca di orti, frutteti, vigneti, seminati erano coltivati da una miriade di lavoratori che risiedevano in loco. Ma allora il CATASTO ONCIARIO come funzionava? Era investigativo solo per chi aveva proprietà e quindi un reddito? Diciamo questo perché per tantissime persone che vivevano nelle campagne, masserie, addetti alle case padronali ….. i loro nomi non venivano registrati, se non nei registri anagrafici della “COLLEGIATA CHIESA DI SAN PIETRO”? Infatti per il REGNO di NAPOLI, sembra non esistessero. Eppure erano loro che con un faticosissimo lavoro apportavano benessere economico all’intera collettività, alla CITTA’. Quanti ortolani, vignaioli, e tanti altri vivevano nell’anonimato.

– Dall’atto di morte del defunto calabrese nonché EREMITA della Cappella della Madonna degli Angeli, DOMENICO Rosoleo, riportante la data del 17 gennaio 1727, si evince che viene seppellito nella medesima Chiesa; in un successivo atto di morte del 19 dicembre 1739 relativo al defunto FRANCESCO d’Angelodella Terra di Cirignola”, anche lui EREMITA della Cappella della Madonna degli Angeli, successore al precedente, si evince che viene seppellito nella stessa Chiesa. La Chiesa attuale presenta sui due lati dell’ingresso centrale, due ulteriori ingressi che immettono nei locali annessi alla Chiesa. Probabilmente nella ricostruzione ed ampliamento della Chiesa c’è stata la volontà di riproporre dei locali  che fungevano da abitazione degli EREMITI, addetti alla “custodia” della Chiesa e al “servizio” spirituale.

– I PARROCI della CHIESA MADRE che amministravano il Sacramento della ESTREMA UNZIONE erano Don FRANCESCO MARCHESE, Don MICHELE BERARDI, Don ANTONIO MARATIA, Don GIOACCHINO MONTENEGRO, Don MICHELE CHIOMENTI, Don LEONARDO DE ROSSIS, Don ZACCARIA COLUCCI, Don CARLO CHIOMENTI e Don MICHELE TUPPUTI. Tutti appartenenti a FAMIGLIE benestanti e molto note nella Cerignola del SETTECENTO.

– Si fa menzione di un OSPEDALE. Infatti alcuni residenti della zona “SALNITRO” che per vari motivi di salute erano stati ricoverati nell’Ospedale “SANTA SOFIA”, poi sopraggiunto il decesso, venivano trasportati nel luogo di residenza e seppelliti nella Cappella della Madonna degli Angeli. Infatti il 7 giugno 1764 muore “Giulia di Vito” di Tricarico nell’ “Ospidale di questa Terra” e viene seppellita nella Cappella della Madonna degli Angeli. Il giorno successivo, l’8 giugno 1764, muore “Giuseppe di Rosa”, sempre nell’OSPEDALE, e in tal caso non vi è l’indicazione della Città di provenienza (vi è lo spazio vuoto sul foglio) ed è stato seppellito nella Chiesa della Madonna degli Angeli. Aggiungiamo che stiamo parlando dell’OSPEDALE CIVILE, ubicato in VIA S. SOFIA con ingresso al n. 12, nella TERRAVECCHIA, all’interno delle MURA della Città. Ospedale istituito dall’ARCIPRETE NULLIUS DON LEONARDO DE LEO nel 1578 dotandolo con 3.000 ducati: “[…]Tale istituzione  era stata voluta per il sollievo degli ammalati e dei diseredati[…]” (17). Oggi la struttura sopravvive abbandonata e fortemente degradata. Meriterebbe tantissima attenzione da parte degli Amministratori della cosa pubblica e della Soprintendenza ai Monumenti. In questa occasione mi piace riportare uno stralcio di un mio contributo (18): “[…] Oggi si deve segnalare la precarietà delle strutture lignee di copertura, in conseguenza della quale il Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, la Sede di Cerignola dell’Archeoclub d’Italia ed il Museo Etnografico Cerignolano (1979) si sono mossi, sin dal 30.1.1981, su mio impulso, con la dovuta segnalazione e richiesta di sopralluogo alla Soprintendenza per i Beni AA.AA.AA.SS. della Puglia, interessando e sollecitando l’Amministrazione Comunale, allora e negli anni successivi anche come Ispettore Onorario delle Soprintendenze ai Monumenti ed alle Antichità e come Componente della Commissione Edilizia. Il sopralluogo, effettuato l’1.8.1981 da me e da responsabili dell’Ufficio Tecnico Comunale , evidenziava la caduta di grosse porzione di controsoffitto della Chiesa, che lasciavano intravedere l’originaria copertura lignea nonché, per la prima volta, tracce di AFFRESCHI probabilmente dell’antica Chiesa di Santa Sofia[…]”. Riteniamo che sia un ANTICO GIOIELLO, in stile GOTICO del XIII secolo, forse anche precedente, lo desumiamo da alcuni particolari delle murature, dagli elementi architettonici dei pilastri, da una bella monofora in stile gotico. I PILASTRI partendo dal piano terra posto in Via Osteria Ducale si innalzano per diversi metri e ritengo che rimosso il pavimenti che divide la parte inferiore da quella superiore, come nel caso di TORRE ALEMANNA, inoltre rimosso l’intonaco soprapposto e lo scialbo, potrebbero emergere NOTEVOLISSIMI AFFRESCHI ed ELEMENTI ARCHITETTONICI PREGEVOLI. La originaria CHIESA di SANTA SOFIA ritengo sia rimasta ingabbiata nelle strutture murarie, molto successive che la tengono da circa MILLE ANNI “PRIGIONIERA”. Sarebbe una SCOPERTA ECCEZIONALE. Questa volta lo ripeto con molta più chiarezza. Sostengo si tratti di una ulteriore PERLA nascosta e DEL TUTTO SCONOSCIUTA nella “TERRAVECCHIA”.

–  Altro dato che desta interesse è l’anno 1764. Ben SEI decessi si verificano nei mesi estivi. Nel lontano 1985 abbiamo effettuato una ricerca sui REGISTRI di MORTE, ove rilevammo che nel 1764, nella Chiesa della Vergine del Carmine, 17 defunti furono inumati nella sua CRIPTA (nei mesi di Gennaio, Febbraio, Marzo, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto e Ottobre); 10 i defunti nella Chiesa Sant’Agostino (Marzo- Maggio- Giugno – Luglio – Agosto – Dicembre); 5 nella Chiesa del Purgatorio (Maggio – Giugno – Luglio – Agosto); invece solo 4 sono seppelliti nella Chiesa della Vergine Assunta in Cielo (Gennaio – Marzo – Giugno – Agosto); solo 1 seppellito nella Chiesa, campestre, di Santa Maria delle Grazie (Febbraio); ancora 1 nella Chiesa di Lagnano (Dicembre). Non troviamo nell’anno 1764, nessun defunto in altre Chiese urbane e Chiese e Cappelle campestri. Non abbiamo dati per la Chiesa Madre, perché non trascritti da me, tranne alcuni personaggi come il Rev.do Don Geremia Coccia, Capitolare, deceduto il 7 maggio 1764 a 37 anni; il Rev.do Don Giuseppe Samele, Capitolare, deceduto il 22 giugno 1764 a 47 anni. La conclusione ci porta a non pensare ad una eventuale epidemia, poiché in altri anni dello stesso secolo vi sono in uno stesso anno molti più defunti seppelliti nelle nostre Chiese. Le vere EPIDEMIE che uccidevano i nostri concittadini sono quelle del XIX secolo, soprattutto nella prima metà. Infatti i Registri di MORTE riportano centinaia di defunti al giorno per diversi mesi (19). Siamo portati a pensare più ad un fatto fisiologico dovuto alla vita di lavoro che si conduceva, alle malattie infettive; l’immondizia nel ‘700 si gettava nella strada infatti si produceva polvere in estate e fango in inverno. Aggiungiamo la miseria diffusa nella maggior parte degli abitanti che vivevano nello squallore (20).

In conclusione, si può affermare che, partendo dalla TOPONOMASTICA che indicano “SALNITRO” e “SANTA MARIA DEGLI ANGELI”, zone finitime molto NOTE che si riassumono con un unico appellativo quale RIONE “SAN MATTEO”, abbiamo riportato DOCUMENTI e TESTIMONIANZE, dall’analisi delle quali siamo riusciti a fare un po’ di luce su uno spaccato di vita cerignolana del SETTECENTO. Tale spaccato racconta della vita AGRICOLA-ARTIGIANALE dell’epoca che meritava di essere portata all’attenzione della STORIA. Un territorio molto produttivo ricco di VIGNETI, FRUTTETI, ORTI, SEMINATI e con la lavorazione del SALNITRO. Un Territorio che comprendeva le CONTRADE, quali: “S. MARIA”, “CANNITO”, “PADULA” o “PALUDE”,ORTALE DETTO DI PAOLO RINALDO”, “ORTALE DI S. LONARDO”, “ORTALE DELLA SCANGIATORA”, “ORTO NICOLARDI”, “ORTALE nel Luogo detto La CAPPELLA DEGL’ANGELI”, “PESCARIELLO”ed altri. Una produzione immane di ortaggi, di uva e quindi di vino, di frutta ed altro. Una ricchissima produzione agricola riveniente dal terreno fertile, ma soprattutto ricco di ACQUA nel sottosuolo, attraverso inesauribili falde acquifere e, quindi, la presenza di tantissimi pozzi a cielo aperto che costituivano la fonte primaria di vita per i numerosi residenti. Vado ad aggiungere, da non sottovalutare, tutto l’indotto che era comunque necessariamente alle suddette attività: lavoratori, artigiani, ambulanti.

Ma se dilatiamo l’orizzonte territoriale, portandoci più lontano troviamo altre contrade quali: “MEZZANELLA”, “SANT’ANTONIO” , “ACQUAMELA”,  “SAN VITO” (21) zone fertilissime e utilizzate per ORTI, VIGNE ….. Nella ideale LINEA configurata con la Strada per Manfredonia troviamo la già menzionata, vasta contrada “SANTA MARIA”, molto fertile e quasi privilegiata dai ricchi proprietari per gli orti, vigne, seminati, frutteti.

Questa vasta zona di campagna, si diceva, era abitata da molti residenti che impiegavano tutte le loro energie, con duro lavoro, a beneficio dei ricchi proprietari benestanti che godevano dei posti di riguardo nella società. Questi lavoratori, si aggregavano intorno a dei punti di riferimento come centri di spiritualità. Ad esempio nel XIV secolo appena fuori la “PORTELLA” della Terravecchia, vi erano le realtà agricole poc’anzi menzionate, aggregate intorno all’antica Chiesa di SANTA LUCIA v. e m. (sec. XIII)   (22), poi CHIESA dell’ADDOLORATA (sec. XVIII); il territorio in questione, con la Chiesa o Cappella campestre di SANTA MARIA DEGLI ANGELI (secc. XVI-XVII), anche questa non molto distante dalla città e dalla prima. A seguire la Chiesa di SANTA MARIA DEI MANZI o meglio conosciuta MARIA SS.MA DELL’ANNUNZIATA (23), già presente nel XIV secolo, ma noi pensiamo molto prima dell’ anno MILLE.  In queste vetuste CHIESE si celebravano le Sante Messe, si festeggiavano i Santi titolari e venivano inumati i defunti che vi risiedevano nelle omonime contrade. Sappiamo delle “FOSSE” che fungevano da cripte poste all’interno delle Chiese. FOSSE come quelle dove veniva conservato il GRANO (24).  Venivano ricavate  cavando profondamente cavità nel VENTRE della TERRA, chiamate ”CARNALI” (25) per accogliere, dignitosamente ed alto senso di pietà, centinaia di defunti che in vita avevano speso la loro esistenza, portata vanti con tanta dignità e dei quali conosciamo solo pochi nomi. E portare alla “luce”, dai Registri di Morte, i nomi di questi interi nuclei famigliari è anche questo dare dignità. Ciò è possibile farlo solo a partire dal 1713 perché prima di questa data non abbiamo documentazione, non ci sono Registri di MORTE.

Cerignola, 7 Febbraio 2020                                     Matteo Stuppiello

 

Bibliografia e Note

 

(17) –  [MATTEO STUPPIELLO], La Chiesa del Purgatorio, REGIONE PUGLIA ASSESSORATO P.I. E CULTURA – CENTRO STUDI E RICERCHE “TORRE ALEMANNA” – Cerignola Centro di Servizio e Programmazione Culturale Regionale – Foggia, 1987 – Capitolo VI, Scheda N° 1,nota.1,p.178; MATTEO STUPPIELLOLa realtà confraternale a Cerignola (secc. XVI – XX), in VV.Le Confraternite Pugliesi in Età moderna 2, a cura di LIANA BERTOLDI LENOCI , ATTI DEL SEMINARIO INTERNAZIONALE DI STUDI (27-28-29 Aprile 1989 – Bari, del CENTRO RICERCHE DI STORIA RELIGIOSA IN PUGLIA, Casa Editrice Schena, Fasano (Br.), 1990, p.486, nota 9;  MATTEO STUPPIELLOEsempi di devozione sabiniana a Cerignola – Foggia, in AA.VV.San Sabino – uomo di dialogo e di pace tra Oriente ed Occidente – Anno Domini 2002 – Atti del Convegno di Studi in occasione del XII Centenario della translazione del corpo di San Sabino e per i 900 anni di dedicazione della Chiesa Cattedrale di Canosa – Canosa 26-27-28 ottobre 2001, a cura di LIANA BERTOLDI LENOCI, Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia – Basilica Cattedrale di San Sabino, Trieste, 2002, p. 292.

(18) – MATTEO STUPPIELLO, Esempi di devozione sabiniana a Cerignola…, op. cit., pp. 293-294.

(19) – MATTEO STUPPIELLO, La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, San Ferdinando di Puglia, 1999, pp. 14-16.

(20) –  SAVERIO LA SORSA, La Città di Cerignola dai tempi antichi…, op. cit. Vanno letti alcuni Capitoli della pubblicazione per comprendere bene la vita che conducevano i cerignolani, in questo spaccato sociale del SETTECENTO, soprattutto i meno abbienti, la povera gente oppressa dalle tasse, imposte dal feudatario. La situazione igienica era veramente disperata. Tutto veniva tassato. Per qualsiasi prodotto che dagli orti, dalle vigne… entrava dalla PORTA della TERRA, veniva ad tassato. Tutto ciò che veniva venduto. Veniva tassato.

(21) – La contrada prende nome dalla Chiesa omonima. Infatti nella Chiesa, ad unica navata, nell’interno vi è una iscrizione , incisa su marmo grigio venato murata sulla parete di destra appena varcato l’ingresso: “HOC SACELLUM / VITO MARTIRI SANCTO / IAMANTEA DICATUM / TEMPORIS / IN IURA ET HOMINUM DIRUTUM / HOIDIE PIETATE FIDELIUM / SACERDOTUMQUE DUORUM STUDIO / IN INTEGRUM REFECTUM / PRISTINO CULTUI / RESTITUTUM / A. D. MCCCXCIX” (Questo sacello, dedicato già prima a San Vito martire, diruto per l’incuria del tempo e degli uomini, oggi per la pietà dei fedeli e per l’impegno di due sacerdoti, riportato allo splendore, viene restituito al pristino culto nell’anno del Signore 1899). Ringrazio la compianta Prof.ssa GIUSTINA SPECCHIO per la trascrizione e traduzione del testo in latino. La ISCRIZIONE, poc’anzi riportata ed altre notizie sono state pubblicate in MATTEO STUPPIELLO, La Chiesa di Santa Maria delle Grazie…,op. cit., p. 28, nota 33. Aggiungo che il 10.11.1974 mi ero recato con l’amico Giuseppe Ordine presso il domicilio, in Cerignola, del Sig. GENEROSO CERUOLO, originario di Ariano Irpino, nella Parrocchia “SANTA BARBARA”, ad effettuare due foto della STATUA di SAN VITO m. che aveva in custodia temporanea, per concessione del Parroco della Chiesa “SANTA BARBARA”, Don ANTONIO MAURANTONIO,  nel periodo in cui la Chiesa di San Vito era chiusa per lungo tempo. Veniva riportata in Chiesa per la Festa, il 15 giugno, in onore del Santo. Sul lato sinistro della base lignea della STATUA vi è una targa in metallo dove è incisa la seguente iscrizione: “STATUA IN CARTAPESTA – SCULTORE LUIGI GUACCI – CAVALIERE DELL’ORDINE DEL LAVORO – LECCE”, più giù scolpito sul legno la data “1932”. Iscrizione e data riportate per la prima volta.

(22) – Si tratta di una PERGAMENA dell’8 gennaio 1308 tratta dal CODICE DIPLOMATICO BARESE X, Pergamene di Barletta del Regio Archivio di Napoli (1075-1309),RICCARDO FILANGIERI di Candida, Bari, 1927,  n. 16, pp. 300-306. La pergamena è interessante, tra l’altro perché oltre alla presenza della esistenza delle FOSSE da GRANO, ci mette a conoscenza della presenza di un “cimiterium ecclesie sancte Lucie che vuole riferirsi all’attuale Chiesa dell’Addolorata. La pergamena è stata dallo scrivente rintracciata nel 1977; pubblicata per la prima volta in MATTEO STUPPIELLO, Le Fosse – Studio sistematico sulle fosse granarie di Cerignola, Edito dal Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, Cerignola 8 Settembre 1981, p. 28, documento XII, (ciclostilato in proprio); si veda: [MATTEO STUPPIELLO]La Chiesa del Purgatorio…, op. cit, Capitolo V, Scheda N° 10, nota 1, pp. 161-162.

(23) – [MATTEO STUPPIELLO], La Chiesa del Purgatorio…, op. cit., Capitolo II, Scheda N°18, nota 1, pp. 104-105.

(24) – MATTEO STUPPIELLO, Le Fosse…, op. cit.

(25) – Agli inizi degli anno ’80 effettuai una ricerca e trascrizione di numerosi ATTI di MORTE tratti dai “REGISTRI di MORTE” dell’ ARCHIVIO PARROCCHIALE “SAN PIETRO APOSTOLO” – DUOMO “TONTI” – CERIGNOLA, sopra citati, rintracciai un ATTO di MORTE che ritenni molto interessante che trascrissi e che qui riporto: “Libro de’ Morti che / Comincia dall’anno 1713” – f. 52. – “Adi 3. 7bre 1722 – E’ morto Tommaso di Bella alias Tommasello giorno di Giovedì quale nella Domenica sé adesso nella Chiesa de Morti à me Parroco D. Tommaso di Leo, e si communico nella Messa cantata, si è sepelito nel Cimitero della nostra Colleggiata Chiesa la quale Fossa e la Carnale Nuova, e per essere stato il primo à sepelirsi sa chiamarà detta Fossa la Tommasitta era di Spinazzola e d’anni circa 80”. Nel 1988 invitavo il Prof. Salvatore Delvecchio a scrivere un articolo su questa mia scoperta testimoniativa-documentale, a mio avviso di estremo interesse. Infatti lo si può leggere in SALVATORE DELVECCHIO, Una fossa con due nomi, in “MERIDIANO 16” – mensile di dibattito culturale e politico – Lucera – Anno III – n. 5, 10 maggio 1988, p. 10. Aggiungo che questa ampia “CARNALE” dovrebbe corrispondere all’ambiente ipogeo, sottostante l’abside maggiore, dove attualmente è collocato il MUSEO del LAPIDARIO della CHIESA MADRE, Chiesa Parrocchiale “SAN FRANCESCO D’ASSISI” nel RIONE MEDIEVALE “TERRAVECCHIA” – CENTRO STORICO. L’ambiente era stato messo in luce in seguito ai recenti  interventi di restauro.

 

Cerignola – Rione “ADDOLORATA” – Foto Matteo Stuppiello 6.2.2020 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

“STRADARIO DELLA CITTA’ DI CERIGNOLA 1969” – “STAB. TIPOLITOGRAFICO CAV. L. CAPPETTA & F. FOGGIA” – Amministrazione Comunale,  p. 19 – Il Documento è stato donato dalla Prof.ssa Franca Pensa il 8.1.2005 (ARCHIVIO PRIVATO MATTEO STUPPIELLO)

Cerignola – Rione “POZZO CARROZZA” –  Foto Matteo Stuppiello 6.2.2020 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

Cerignola – Rione “POZZO CARROZZA” –  Foto Matteo Stuppiello 6.2.2020 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

Cerignola – Rione “POZZO CARROZZA” –  Foto Matteo Stuppiello 6.2.2020 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

“STRADARIO DELLA CITTA’ DI CERIGNOLA 1969” – “STAB. TIPOLITOGRAFICO CAV. L. CAPPETTA & F. FOGGIA” – Amministrazione Comunale,  p. 19 – Il Documento è stato donato dalla Prof.ssa Franca Pensa il 8.1.2005 (ARCHIVIO PRIVATO MATTEO STUPPIELLO)

Cerignola – Rione “POZZO CARROZZA” –  Foto Matteo Stuppiello 6.2.2020 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Chiesa Campestre dedicata a S. Vito m. (sec. XIX) – Foto Matteo Stuppiello – 11.4.1974 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Chiesa Campestre dedicata a S. Vito m. (sec. XIX) – Foto Matteo Stuppiello – 28.7.1980 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Chiesa Campestre dedicata a S. Vito m. (sec. XIX) – Foto Matteo Stuppiello – 28.7.1980 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Chiesa Campestre dedicata a S. Vito m. (sec. XIX) – Interno – Iscrizione marmorea del 1899 – Foto Matteo Stuppiello – 28.7.1980 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Chiesa Campestre dedicata a S. Vito m. (sec. XIX) – Interno – Foto Matteo Stuppiello – 11.4.1974 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Chiesa Campestre dedicata a S. Vito m. (sec. XIX) – Interno – Foto Matteo Stuppiello – 11.4.1974 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Simulacro di S. Vito m. “STATUA IN CARTAPESTA – SCULTORE LUIGI GUACCI – CAVALIERE DELL’ORDINE DEL LAVORO – LECCE” – Foto Matteo Stuppiello – 10.11.1974 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Chiesa Campestre dedicata a S. Vito m. (sec. XIX) – Interno – La balaustra e l’altare in muratura risultano dipinti con la tecnica della “marmorizzazione” – Foto Matteo Stuppiello – 28.7.1980 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

 

Cerignola – Contrada “SAN VITO” – Chiesa Campestre dedicata a S. Vito m. (sec. XIX) – Interno – La balaustra e l’altare in muratura risultano dipinti con la tecnica della “marmorizzazione” – Foto Matteo Stuppiello – 28.7.1980 – PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA

 

 

 

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