PADRE EMANUELE SPERANZA

Di Matteo Stuppiello

“Il lavoro organico che il Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” (l’Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola e il Museo Etnografico Cerignolano 1979)  sta facendo su documenti dell’epoca per mettere in luce e portare a conoscenza di un sempre più vasto pubblico quei Fedeli e quei Sacerdoti  che lasciarono traccia di sé nel passare o nel sostare nella nostra città, ha portato in luce un altro personaggio: P. Emanuele Speranza dell’Ordine dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Intorno alla seconda metà del secolo scorso nel piccolo convento annesso alla chiesetta di S. Agostino svolgeva le sue funzioni di sacerdote e superiore di una piccola comunità monastica P. Emanuele Speranza che tanta benevolenza godeva in tutta la città ed in modo particolare nella Terra Vecchia. Era, il P. Emanuele, una persona assai riservata e così poco propensa a parlare di sé che pur avendo ricoperto cariche importanti nel suo Ordine, non ci ha lasciato alcuno scritto personale per cui si è costretti per sapere qualcosa di lui a ricorrere a lettere o documenti dell’epoca che ne parlano sia direttamente che indirettamente. Fu forse questa una riservatezza a farlo benvolere da persone di ogni strato sociale che a lui si rivolgevano per consigli di vita quotidiana o per i loro più intimi segreti nella confessione. Un altro aspetto che rendeva caro questo sacerdote alla popolazione fu il suo distacco totale da ogni bene materiale, anche da quelli che possono essere ritenuti normalmente indispensabili: era facile infatti vederlo vestito poveramente, con scarpe rotte, calze lacere e abiti scoloriti e rattoppati così come si può rilevare dall’elogio funebre che gli fu dedicato alla sua morte. Fu perciò una notizia amara quella che i cerignolani dovettero apprendere nel 1858 quando il 7 maggio arrivò per il P. Emanuele una missiva dal suo superiore, P. Gaetano Errico, che lo invitava a lasciare la Casa di Cerignola per recarsi a Roma. Il P. Emanuele Speranza nacque a Torre Orsaia (Salerno) il 31 dicembre 1826 da Pietrantonio e Laura Caputo. Fin da ragazzo mostrò una speciale inclinazione verso le cose religiose. A vent’anni entrò nel Seminario diocesano e dopo pochi anni era ordinato sacerdote. L’incontro con i PP. Missionari dei Sacri Cuori che predicavano le missioni gli fece prendere la decisione di entrare a far parte di quell’Ordine. Nel 1852 entrò nel noviziato di Secondigliano, Casa madre, dopo pochi mesi di prova fu da P. Gaetano Errico ammesso alla professione, e nominato vice-rettore del Collegio di Cerignola, quindi passò a Bitetto e poi fece ritorno a Cerignola, questa volta come Rettore. Nel Collegio di Roma da lui fondato, morì il 28 gennaio 1885 in odore, come si dice, di santità. Ancora nell’elogio funebre: “Eragli a cuore in tal modo la povertà di Gesù Cristo, che spesso era veduto con calze lacere, scarpe rotte, sottana scolorata e rattoppata;  ed allorchè il P. Ministro della Casa, avvedutosene, gli entrava in camera per provvederlo, diceva con grande umiltà: io potevo rimediare un altro poco. Tale tenore di vita serbò non solo  da semplice Padre, ma ancora da Rettore della Casa di Cerignola. Non volle mai tenere presso di sé il denaro della Comunità, ma appena ricevutolo, lo deponeva nelle mani del Ministro della Casa”. Che godesse della fiducia dei nostri concittadini lo si rileva da un altro documento, il testamento di Tommaso Russo: questi, essendo impedito dalla sua malattia, di scrivere di suo pugno il testamento, lo detta al P. Emanuele nel 1857: “15°. Rivoco ed annullo qualunque altra mia precedente disposizione. Dichiaro in fine, che questo mio testamento, cui darò forma mistica, è stato scritto di mano del mio confidentissimo P. Emanuele Speranza dei SS. Cuori di Gesù e Maria. Da me non si è potuto sottoscrivere, stante la presenza del morbo che mi affligge…”. Queste brevi note da noi ricavate se non ci danno un esauriente profilo della personalità di P. Emanuele Speranza ci fanno intravedere in compenso uno scorcio di vita paesana nella seconda metà dell’800 che balza vivo e colorito dai documenti se pur burocratici dell’epoca”.

Da MATTEO STUPPIELLO, Padre Emanuele Speranza, in “LA CICOGNA” – Quindicinale di vita cerignolana, Anno III, n. 20 – 20 giugno 1981, p. 3.

Le notizie sono tratte da FERRUCCIO FERRARA, P. Emanuele Speranza dei Missionari dei SS. Cuori – Nel primo centenario dell’apertura della casa di Roma – Giugno 18587 – giugno 1958, Napoli, 1958.

Cerignola, 13 novembre 2016                                                          Matteo Stuppiello

 

La FOTO che riproduce P. Emanuele Speranza è tratta da FERRUCCIO FERRARA, P. Emanuele Speranza…, op. cit. La stessa è stata pubblicata per la prima volta in MATTEO STUPPIELLO, Una chiesa campestre: il Santuario di Maria SS.ma di Ripalta, San Ferdinando di Puglia, 1992, Tavola XI, foto n. 26.

 

Cerignola – Rione Terra Vecchia – Chiesa di Sant’Agostino (secc. XV – XVIII) con annesso ex Convento, in fondo a destra, dove P. Emanuele Speranza è stato Rettore della Comunità di Cerignola dei Padri Missionari dei Sacri Cuori Gesù e Maria – Foto 19.7.70.

 

Cerignola – Rione Terra Vecchia – Chiesa di Sant’Agostino (secc. XV – XVIII) con annesso ex Convento, in primo piano la Fabbrica del Convento diruto, dove P. Emanuele Speranza è stato Rettore della Comunità di Cerignola dei Padri Missionari dei Sacri Cuori Gesù e Maria – Foto 19.7.70.

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