SIN DAL 1990 ORGOGLIOSI CUSTODI DELL’ ANTICA PORTA DEL SANTUARIO CAMPESTRE DELLA MADONNA DI RIPALTA


 

Il Museo Etnografico Cerignolano vanta di custodire una decina di interessanti e storiche PORTE LIGNEE. La “RACCOLTA” di questi portali sono la risultante di una intensa attività pluriennale di mero salvataggio degli stessi dalla CONSUNZIONE naturale e dalla DISTRUZIONE per mano dell’UOMO.

Di questo insolito Settore di raccolta solo una di esse è ESPOSTA nel nostro MUSEO, le altre sono ben custodite nell’AMPIO DEPOSITO annesso alla medesima struttura museale.  Sono PORTE che portano “incisi” i “segni” indelebili della STORIA che le ha “TOCCATE” rendendole quasi carismatiche.

Una delle molteplici FUNZIONI del MUSEO è finalizzata al recupero di MANUFATTI e TESTIMONIANZE STORICHE destinate inesorabilmente alla PERDITA per sempre sia nella materia che nella memoria purtroppo fragile e vaga nel tempo.

Sostituire la PORTA di ingresso di una casa o di un complesso architettonico è sempre un motivo di gioia e di festa per il proprietario a testimoniare il profondo amore per la propria abitazione alla quale si offre una ritrovata protezione e riparazione, atta a garantire funzionalità e decoro alla stessa, con il precipuo intento di “consegnarla” in eredità agli altri, possibilmente integra.

Se questa casa è un venerato e vetusto SANTUARIO, quello campestre della MADONNA di RIPALTA, la sostituzione della porta (risalente probabilmente alla fine del XIX secolo – inizi secolo XX) a buon diritto entra a far parte della storia del medesimo LUOGO di CULTO.

Percorrendo la sua storia a ritroso, fino ad esattamente quattrocentotrentanove anni fa, nel 1580 (1), da un documento conservato nell’Archivio Segreto Vaticano e rintracciato negli anni ’70 dal Prof. Roberto Cipriani, veniamo a sapere che Mons. Gaspare Cenci, Vescovo di Melfi e Rapolla, effettuò a Cerignola una Visita Apostolica su mandato del Papa Gregorio XIII e, fra l’altro, recatosi presso il nostro Santuario della Vergine di Ripalta lo trovò alquanto rovinato nelle porte, nei tetti, nei pavimenti, negli altari, negli arredi ed impose all’autorità ecclesiale che dai proventi spettanti alla suddetta Chiesa una certa somma fosse destinata alla riparazione del sacro edificio.

Nel 1594 un’altra Chiesa campestre, quella di SANTA MARIA delle GRAZIE (sec. XIV) per conto di un privato ebbe le porte sostituite. Un GRAFFITO, trascritto sulla base di un episodio del ciclo di affreschi (secc. XV-XVI) della Chiesa, riporta a chiare lettere “1594 Io Sabanna  /  Cucatello le Satia[…..]  / congiay  le porte / de Santa Maria /  della Gatia / magio” (2). Ancora una volta il committente è riuscito a lasciare in modo sicuro il messaggio di un intervento funzionale considerato di notevole importanza.

Tutto questo, quindi, è storia; ed è storia il fatto che l’allora Rettore del Santuario della Madonna di Ripalta, Don Benito Mininno, nel 1990 abbia voluto sostituire la porta di legno con quella di ferro, offerta dal sig. Nicola Marinelli.

La PORTA di legno fu accatastata insieme a tante altre tavole e legna di vario genere in un locale di una vicina CASA COLONICA. Venuto a conoscenza della predetta sostituzione e del potenziale pericolo di perdita definitiva della porta, in data 14.4.1990, mi attivai tempestivamente presso l’amico Sig. Natale Alicino, allora proprietario del Santuario e perciò della vetusta porta. Alla mia accorata richiesta di volerla conservare presso il Museo Etnografico Cerignolano ne seguì un immediata risposta positiva, accettando così, con viva soddisfazione di donarla ad una struttura culturale atta a custodirla e preservarla nel tempo, cogliendo in tal modo il pieno significato e l’alto valore culturale della presenza del Museo. Lo stesso Natale Alicino fece caricare la pesante PORTA sulla mia auto da due suoi operai.  Purtroppo non era stato possibile recuperare la CHIAVE e il CHIAVISTELLO in ferro, manufatti artigianali locali, come la stessa PORTA del resto. Oltre la PORTA recuperai il robusto TELAIO consistente da TRE ELEMENTI sempre lignei dotati di CERNIERE ed elementi di FERRO posto nella parte a tergo per la chiusura dall’interno.

La porta lignea, molto pesante, composta da due ANTE o VALVE o BATTENTI, robusta e semplice nella struttura (m. 1,50 x m. 2 ,32) è esposta, sin dal 6.5.1990, nella IIIa Sala del Museo Etnografico Cerignolano.

Certamente è da considerarsi un “bene” ambientale. Nulla di caratteristico dal punto di vista decorativo ad eccezione di una GOLA profonda, per battente, che percorre come un lungo solco centrale dalla sommità verso la base. Sempre anteriormente, per un’altezza di cm. 46 vi è una LAMINA di zinco chiodata, con chiodi a testa piatta e posti simmetricamente in file sovrapposte parallele; la parte basale termina a voler imitare una zoccolatura di poco aggettante ricoperta, a protezione di tutta la parte inferiore. Era così preservata dagli agenti atmosferici e dall’umidità per risalita dal pavimento. Anche se la PORTA, comunque, era protetta in quanto al prospetto principale del SANTUARIO vi è addossato un corpo di fabbrica avanzato con uno degli ARCHI in muratura che ne anticipa l’ingresso alla UNICA NAVATA.  La PORTA risulta in ottime condizioni sia nella STRUTTURA che nella FUNZIONALITA’.

Si diceva una PORTA LIGNEA storicizzata e “sacra”. Si è già detto, attribuire la sua realizzazione al secc. XIX-XX. Elementi indicativi sono la TIPOLOGIA tipica che possiamo facilmente ravvisare in PORTE e PORTONI di ABITAZIONI private; il tipo di CERNIERE e tutti gli elementi di complemento in ferro come i SALISCENDI e FERRO di chiusura sul retro, BULLONI, OCCHIELLI

L’amore per il SANTUARIO e la DEVOZIONE verso la SACRA ICONA di MARIA SS.MA di RIPALTA ci porta ad una inscindibile riflessione sulla “sacra” PORTA “. Pensiamo alle centinaia di volte che il SACRO QUADRO abbia VARCATO la SOGLIA d’INGRESSO, spalancandosi la PORTA sia per il rientro in CITTA’ sia poi per il ritorno al SANTUARIO. Ma la DEVOZIONE POPOLARE va oltre. Infatti prima che il Santuario fosse acquistato (3) (31 maggio 1993) dalla DIOCESI era molto facile arrivare fino avanti al SANTUARIO e molti, tanti devoti anche trovandolo chiuso usava una GESTUALITA’ popolare, ma emotivamente di grande efficacia, molto semplice: baciare e passare devotamente la mano sulla PORTA. Era un segno di fede e di devozione per sentirsi vicino al SACRO QUADRO, quasi “TOCCANDO”, “SFIORANDO” e in contemporanea, mentalmente recitando le consone ORAZIONI mariane.  Quindi la PORTA reca con se un CARISMA che non va cancellato dalla memoria storica, anzi va lasciata la TESTIMONIANZA STORICA, scritta e indelebile nel tempo.

Della sostituzione e donazione dell’antica porta lignea, è stata dallo scrivente, informata la SOPRINTENDENZA per i Beni AA.AA.AA.SS. della Puglia (Bari) con nota del 9.5.1990, prot. n. 979, a firma del Prof. Matteo Stuppiello in qualità di PRESIDENTE del Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, inviata con Raccomandata semplice il 12.5.1990 (4).

La stessa SOPRINTENDENZA, fece pervenire una nota di risposta del 9 novembre 1990, prot. N 7248/C RACC, a firma del SOPRINTENDENTE Arch. RICCARDO MOLA, nella quale si autorizzava la presenza nel Museo Etnografico Cerignolano dei “[…] battenti lignei del Santuario della Madonna di Ripalta […]” (5).

L’ANTICA PORTA, ancora oggi, è parte integrante di un CONTENITORE che per anni, per secoli, hanno ben protetto e difeso il nostro PREZIOSO TESORO.

Cerignola, 20 giugno 2019                                    Matteo Stuppiello

 

BIBLIOGRAFIA  e NOTE

(1) – MATTEO STUPPIELLO, Una Chiesa campestre: il Santuario di Maria SS.ma di Ripalta, San Ferdinando di Puglia, 1992, p. 7.

(2) – [MATTEO STUPPIELLO], La Chiesetta campestre di Santa Maria delle Grazie, Cerignola, 1978 – Edito dal Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”- Ciclostilato in proprio, p. 20, a p. 21 la Foto del Graffito;  MATTEO STUPPIELLO, La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, San Ferdinando di Puglia, 1999, p. 12,p. 44, foto del graffito, N. 14; RAFFAELE LICINIO – FRANCO MAGISTRALE – GIUSTINA SPECCHIO, La Battaglia di Cerignola (28 aprile 1503) – Riflessi Storici e Artistici, San Ferdinando di Puglia, 1995, p. 26 – Tav. VII riporta la foto del Graffito.

(3) – ”VITA NOSTRA”- Bollettino della Diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano – ANNO XXXV – GENNAIO-GIUGNO 1993 – N. 1, – “ATTI DEL VESCOVO” – “ IL SANTUARIO DI RIPALTA E’ DELLA DIOCESI” – TESELGRAF Cerignola, p. 113 . Il Parroco dell’epoca Don Benito Mininno fece murare una ampia lastra epigrafica, in pietra di Trani, a metà dalla base dell’Arco, sul lato a sinistra,  che precede l’ingresso. Sulla stessa sono riportati i dati essenziali di carattere storico compreso quello oggetto nella nostra nota: “[…]31.5.1993 IL VESCOVO GIOVAN BATTISTA PICHIERRI RIACQUISTA, PER LA DIOCESI / DI CERIGNOLA-ASCOLI S., LA CASA DELLA MADONNA E HA. 1.08.78 DI  / TERRENO CIRCOSTANTE CON LE OFFERTE LIBERE DEL CLERO E DEI  /  FEDELI DI CERIGNOLA […]”.

(4) – ARCHIVIO – CENTRO STUDI E RICERCHE “TORRE ALEMANNA”- Posta in uscita – Fascicolo 1990.

(5)  – ibid., Posta in entrata – 1990.

 

ECHI di STAMPA

  • DOMENICO FRASCOLLA, L’attività archeologica a Cerignola – Costante ricerca da parte del prof. Matteo Stuppiello, in “IL QUOTIDIANO di FOGGIA” – 19 maggio 1990, p. 6.
  • [MICHELE CIANCI], CERIGNOLA – Donate al museo etnografico le porte del santuario Ripalta”, in “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” – 23 maggio 1990, p. IV.
  • SALVATORE DELVECCHIO, Le parole di Matteo Stuppiello ispettore onorario ai monumenti ed alle antichità – Cerignola. Pagina di storia locale, in “PUGLIA” – 25 maggio 1990, p. 13.
  • MATTEO STUPPIELLO, A Cerignola anche una porta nella storia, da “MERIDIANO 16” – N.22- Lucera 6.7.1990.

 

Cerignola – Contrada “S. Maria di Ripalta”  – Santuario di Maria SS.ma di Ripalta – Prospetto principale – Ingresso unico con l’ANTICO PORTONE LIGNEO – Foto Matteo Stuppiello 7.4.1974.

 

Cerignola – Contrada “S. Maria di Ripalta”  – Santuario di Maria SS.ma di Ripalta – Prospetto principale – L’ampio sagrato con la CROCE MONUMENTALE – Foto Matteo Stuppiello 15.4.1977.

 

Cerignola – Contrada “S. Maria di Ripalta”  – Santuario di Maria SS.ma di Ripalta – Prospetto principale – L’antica Chiesa si erge sul pianoro dell’ALTA RIPA sull’Ofanto – Foto Matteo Stuppiello 15.4.1977.

Cerignola – Contrada “S. Maria di Ripalta”  – Santuario di Maria SS.ma di Ripalta – Prospetto principale e prospetto laterale di destra rivestito artisticamente in terracotta  – Foto Matteo Stuppiello 15.4.1977.

Cerignola – Contrada “S. Maria di Ripalta”  – Santuario di Maria SS.ma di Ripalta – Prospetto principale – Il Portone in ferro – Foto Matteo Stuppiello 23.4.1990.

Cerignola – Contrada “S. Maria di Ripalta”  – Santuario di Maria SS.ma di Ripalta – Un momento di notevole emozione devozionale quando il Sacro Quadro della Vergine Ss.ma di Ripalta (sec. XII) varca l’ingresso del Santuario per essere trasportata Processionalmente in Città – In primo piano i componenti dell’Arciconfraternita di Maria SS.ma Assunta in Cielo che unitamente ai Portantini, i due Canonici Capitolari, e ai Devoti, stanno per iniziare il percorso che terminerà nella Cattedrale “San Pietro Apostolo” – Duomo “Tonti”   – Foto Matteo Stuppiello 25.4.1981.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – L’ANTICO PORTONE del Santuario di Maria SS.ma di Ripalta fotografato prima di trasportarlo nell’interno del medesimo Museo – Foto Matteo Stuppiello 6.5.1990.

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – L’ANTICO PORTONE del Santuario di Maria SS.ma di Ripalta esposto nella IIIa Sala – Foto Matteo Stuppiello – 6.5.1990.

DOMENICO FRASCOLLA, L’attività archeologica a Cerignola – Costante ricerca da parte del prof. Matteo Stuppiello, in “IL QUOTIDIANO di FOGGIA” – 19 maggio 1990, p. 6.

[MICHELE CIANCI]CERIGNOLA – Donate al museo etnografico le porte del santuario Ripalta”, in “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” – 23 maggio 1990, p. IV.

SALVATORE DELVECCHIOLe parole di Matteo Stuppiello ispettore onorario ai monumenti ed alle antichità – Cerignola. Pagina di storia locale, in “PUGLIA” – 25 maggio 1990,

p. 13.

MATTEO STUPPIELLO, A Cerignola anche una porta nella storia, da “MERIDIANO 16” – N.22- Lucera 6.7.1990.

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