“U STANNARD(E)”


Quante tradizioni popolari di vario genere sono andate ormai perdute e per sempre. Un PATRIMONIO CULTURALE sperperato,  dissipato, sacrificato  e soppiantato da tanti pseudo valori o meglio con il niente somigliante a scatole vuote che contengono appunto nulla.

Nell’approssimarsi della Festività delle PALME ci piace ricordare e presentare una delle tradizioni forti del passato di quel giorno memorabile per Cerignola e in modo particolare riguardante una specifica categoria sociale; una di quelle tradizioni che purtroppo hanno ceduto il passo con il lento perdersi nel tempo della funzione attiva ed indispensabile del VIGNAIOLO  “u v(e)gnar(e)ul(e)”che aveva anche il nome di COLONO.

Ma veniamo all’oggetto della trattazione. Leggiamo per la prima volta dello “STANNARD(E)” dalla pubblicazione di: MARIA CONTE (Prof.),  Tradizioni popolari di Cerignola – Con Prefazione di G. PITRE’  CERIGNOLA – PREMIATA  TIP. “SCIENZA E DILETTO” – T. TARONNA – MCMX (1).

MARIA CONTE (2) nostra concittadina raccolse “sul campo” nella Terra Vecchia chiedendo direttamente agli anziani e trascrivendo scientificamente una enorme quantità di Testimonianze orali delle Tradizioni Popolari suddivise nei vari campi d’indagine scanditi nell’arco temporale dell’anno. Uno studio scientifico Monumentale ed Unico nel suo genere. Eravamo alla fine dell’Ottocento e, per di più, parliamo di una DONNA facente parte della borghesia. L’enorme  “RACCOLTA”  costituiva la  sua Tesi di LAUREA, la prima donna LAUREATA di Cerignola e la stessa MARIA CONTE che scrive nella “PREFAZIONE ALLA RISTAMPA”: “ Luigi Pirandello, mio professore, ai miei esami di Laurea aggiunse la sua lode al massimo dei punti e il Prof. De Gubernatis  fu commosso al ricordo di una nenia da me riportata in una novella” (3).

Nella PRIMA EDIZIONE, la PREFAZIONE, firmata da Palermo, 6 Agosto 1910, fu affidata alla penna di un luminare a quel tempo il Prof. GIUSEPPE PITRE’ che inizia scrivendo in questo modo: “Gentilissima Signorina. Ho letto, mano mano che si è venuto stampando, il suo volume di Tradizioni popolari di Cerignola, e mi rallegro  con Lei della maniera ond’Ella ha saputo idearlo e comporlo. Per quanto ristretto sia il campo nel quale Ella ha fermato le sue ricerche, la materia delle tradizioni locali dev’essere così abbondante che limitarla ha dovuto costarle non lievi fatiche…La difficoltà di chi vuole raccoglierle e, raccoltele, illustrarle, sta nella scelta. Questa difficoltà, Ella, guidata da saggi criteri, ha saputo vincere […]”(4).

Alla voce “USI E COSTUMI, a pagina 30 la nostra concittadina MARIA CONTE scrive: “[…]All’alba della domenica delle Palme i contadini vanno a piantare l’ulivo benedetto nei loro terreni, e i vignajoli, ajutati dalle loro mogli e dalle figlie hanno già preparati i tradizionali “stannarde” ricchi di palme fioprate, di viole a ciocche, di rosmarino e di rami di ulivo. Questi “stannarde” sono regali ai padroni, che danno in compenso carne, vino e qualche volta danaro[…]” (5).

Nel 1970 stando di casa a Bari, per gli studi universitari, avevo avuto modo di visitare molto spesso, la sera, dopo lo studio, una carissima cugina di mia nonna materna. La vedova di Guerra, Sig.ra ANTONIETTA RUSSO MARINELLI (6), a Bari già da circa 50 anni. Una DONNA di profonda e vasta cultura, aveva studiato nel Convitto FemminileREGINA MARGHERITA” allora sul Palazzo Cirillo, già COCCIA, in Corso Garibaldi a Cerignola; ma soprattutto aveva un amore struggente per la Sua CITTA’ che era stata “costretta” lasciare per le traversie della vita. Un bagaglio di ricordi su tutto ciò che riguardava Cerignola. Aveva frequentato l’alta Borghesia, i Salotti più affermati e raffinati tra le FAMIGLIE più rappresentative dalla Città,  della Politica e della Cultura nei primi decenni del NOVECENTO. Una attenta osservatrice e annotatrice mentale. Tutto sapeva ed era chiara nella esposizione dimostrando di essere al di sopra delle parti. Tutto mi raccontava, ed io che annotavo. Fra la miriade di annotazioni voglio oggi riportare le notizie che la mia carissima e indimenticabile zia ANTONIETTA  mi forniva sopra “U STANNARD(E)” che avevo annotato, poi trascritto con macchina da scrivere: la OLIVETTI  82 che custodisco gelosamente.

Nel giorno della Domenica delle PALME, vi era un impegno morale, io aggiungerei di “vassallaggio” dal sapore medievale, anche se non tutti lo facevano, da parte  della persona, u v(e)gnar(e)ul(e), che risiedeva in campagna con tutta la famiglia, verso il PROPRIETARIO del fondo terriero, con fabbricati ed il resto. Ma facendo ciò la persona di fiducia dimostrava la GRATITUDINE nei confronti del proprietario, riscuotendo a sua volta la stessa fiducia.

Nei giorni che precedevano la FESTA delle PALME, in campagna c’era già aria di festa, finalmente dopo mesi di duro lavoro. L’aria di festa non solo per i campagnoli ma soprattutto per i bambini, che numerosi allora accudivano i genitori, i nonni e tutto il resto della famiglia, anche nei lavori dei campi. Il VIGNAGNOLO si preoccupava nell’acquisto di una lunghissima PERTICA di legno chiamata in dialetto “u stannard(e)” .

Tutta la famiglia era coinvolta ad adornare la pertica profondendo saggezza, maestria, creatività e soprattutto tantissimo entusiasmo. Il lavoro iniziava partendo dal basso della pertica procedendo verso l’alto lo spessore maggiore diminuiva man mano si avanzava fino a terminare a punta alla sommità della pertica.

Ma cosa veniva avvolto a spirale intorno all’altissima pertica? Era un intreccio vegetale costituito da fiori: VIOLE, ZINNIE, fiori di campo quali MARGHERITE, CALENDULE ,nell’intreccio venivano inserite le diverse ERBE profumate quali il ROSMARINO, la MENTA, il TIMO, la SALVIA etc. e in mezzo a questi FIORI vi erano delle PALME di CARTA  COLORATA e RAMI di OLIVO. Alla fine tutto l’INTRECCIO veniva legato sempre a spirale con uno spago. La punta delle pertica e quindi dell’intreccio vegetale terminava con un bouchet  composto da VIOLE del PENSIERO (le PANSE’), fiori di LILLA’ profumatissimi e inoltre una PALMA fatta tutta di CORALLI e al centro di questa poteva esserci una CROCETTA o una piccola PECORA di CERA oppure dei GRAPPOLI di CONFETTI. Naturalmente la composizione delle decorazione dell’intreccio era fatta con fiori più o meno pregiati a seconda delle reali condizioni finanziarie del  vignaiolo. Era proprio lui che presentandosi in città con uno “STANNARD(E)” variopinto, profumato e soprattutto per i fiori più costosi e pregiati non faceva altro che offrire grande prestigio al suo proprietario agli occhi dei presenti e degli altri proprietari terrieri.

La mattina della Domenica delle PALMEu stannard(e)” veniva portato dalla campagna a piedi dal VIGNAIOLO , fino sul piazzale della CHIESA, il sagrato era già pieno di bambini e persone in festa. Il sacerdote procedeva con la funzione della BENEDIZIONE di queste pertiche. Subito dopo venivano portate sempre dagli stessi personaggi presso le abitazioni dei proprietari, arrivati le pertiche venivano appoggiate al muro di prospetto. Queste pertiche erano lunghissime fino ad arrivare al primo piano, al balcone. Dopo che il proprietario, si era affacciato al balcone, ammirando ed osservando in tutti i minimi particolari della composizione vegetale-floreale, DECRETAVA ed APPROVAVA il lavoro ben fatto dal VIGNAIOLO, si dava subito l’avvio a disfare “U STANNARD(E)”. Si procedeva sciogliendo lo spago dalla base e man mano si liberavano i FIORI e le ERBE PROFUMATE e venivano distribuite ai bambini che aspettavano con trepidazione il momento più bello, di riuscire a venire in possesso dei fiori più belli. La PALMA sistemata all’apice della pertica veniva DONATA al proprietario e da questo veniva compensato con regali diversi in merce diversa: CARNE, UOVA, FORMAGGIO, OLIO, VINO.

Le PALME venivano confezionate artigianalmente a Cerignola da due sorelle le Signorine  CATERINA e ROSA MARIA FEDERICO (7) e abitavano in Via San Giuseppe, 13. Donne di chiesa, conosciutissime in loco, confezionavano anche le statue sacre per le campane di vetro. Abili nel ricamo in oro su seta per i quadri sacri. Realizzavano composizioni floreali, lavori a mano con coralli, semi, carta, conchiglie (8). E tanto altro.

Cerignola, 25 marzo 2018  –  Festa delle PALME                                                      Matteo Stuppiello

 

Bibliografia e Note

(1) – MARIA CONTE (Prof.), Tradizioni popolari di Cerignola – Con Prefazione di G. PITRE’, CERIGNOLA MCMX,  Premiata Tip. Edit. “SCIENZA E DILETTO” – V. TARONNA,  pp. 30-31.

(2)  – MARIA CONTE (*Cerignola 18.2.1882 †Bassano del Grappa 28.1.1979), figlia di Francesco e di Antonetta Palladino.

(3) – MARIA CONTE, Tradizioni popolari di Cerignola, FORNI EDITORI BOLOGNA, Bologna 1970 – Ristampa anastatica, MARIA CONTE, PREFAZIONE ALLA RISTAMPA, Novara, 1 novembre 1970.

(4) – MARIA CONTE, Tradizioni popolari di Cerignola, Cerignola …, op. cit. , “PREFAZIONE DI G. PITRE”, Palermo, 6 Agosto 1910.

(5) – Ibid. pp. 30-31.

(6) – ANTONIETTA RUSSO (*Cerignola 15.6.1895 †Bari 16.10.1970) figlia di Michele e di Ripalta Dibisceglia.  Zia Antonietta era cugina di mia nonna materna RIPALTA DIBISCEGLIA (*Cerignola 12.1.1888 †Cerignola 16.3.1953). La madre di zia Antonietta e il padre di mia nonna Ripalta erano sorella e fratello. Zia Antonietta abitava con il fratello GIUSEPPE, che fu anche Vice Podestà, sposato  con ANGELA TANNOJA , a Cerignola nel loro PALAZZO in Viale Rooseveld con due ingressi ai nn. 21-27, costruito dal padre MICHELE, proprietario terriero.

(7) – CATERINA FEDERICO (*Cerignola 19.9.1867  †Cerignola 14. 7.1947); ROSA MARIA FEDERICO (* Cerignola 31.5.1873 †  ?  ), figlie di Luigi e di Antonia Frasca. Per i dati anagrafici ringrazio l’amico NICOLA BORRELLI per la sua disponibilità.

(8) – Si veda: SALVATORE DELVECCHIO – MARIA OCCHIONERO – GIUSTINA SPECCHIO – MATTEO STUPPIELLO, Schede Illustrative, in “La Banca e il Territorio” –  “Il Passato Riscoperto” – Mostra Etnografica della Civiltà contadina realizzata con la collaborazione del Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” – 25 Novembre / 28 Dicembre – Filiale di Cerignola – Via Dalmazia, 5  – CASSA DI RISPARMIO DI PUGLIA Filiale di Cerignola – Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna2 – Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano, Bari, 1988, SCHEDA N. 11 – “LE CAMPANE DI VETRO”, p. 17; MATTEO STUPPIELLO, Tradizioni cultuali e devozione, in Processi lavorativi e vita sociale nel Basso Tavoliere – Introduzione al Museo Etnografico Cerignolano, Cerignola Centro Regionale di Servizi Educativi e Culturali – Regione Puglia – Assessorato P.I. e Cultura – Istituto di Storia delle Tradizioni popolari università degli Studi di Bari – Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” Cerignola, Bari, 1993, p. 141.

Per il DISEGNO si ringrazia il giovane Socio dell’Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola, l’Universitario PASQUALE RUSSO (Paky).

 

Autore del disegno è il GIOVANE UNIVERSITARIO Pasquale Russo (Paky) – Socio dell’Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola e Collaboratore del Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” e del Museo Etnografico Cerignolano (1979).

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