PER CERIGNOLA UNA STRAORDINARIA E GRATIFICANTE VISITA DI ISTRUZIONE DI UNA SCOLARESCA DI RENDE (COSENZA) AL MUSEO ETNOGRAFICO CERIGNOLANO (1979)

PER CERIGNOLA UNA STRAORDINARIA E GRATIFICANTE VISITA DI ISTRUZIONE DI UNA SCOLARESCA DI RENDE (COSENZA) AL MUSEO ETNOGRAFICO CERIGNOLANO (1979)

Un INTENSO raggio di sole di SANA CULTURA è penetrato, oggi 28 aprile 2026, dalle ore 11:15 alle ore 12:00, nel Museo Etnografico Cerignolano (1979). Per NOI e per l’intera CITTÀ, un EVENTO ECCEZIONALE!

L’intensa LUCE si è insinuata nei diversi AMBIENTI – SALE,rendendoli luminosi sino a RIVERBERARSI sui singoli OGGETTI e ATTREZZI esposti, mettendo così in evidenza la MATERIA, le FORME, i COLORI, le SFUMATURE, l’USO del passato e la CONSUNZIONE degli stessi subita nel tempo.

Ben 71 partecipanti, di cui 65 ALUNNI/E (cinque terze e una prima) e 6 Docenti accompagnatori della SCUOLA MEDIA STATALE “Giovanni Falcone” della Città di RENDE (CS), divisi in due GRUPPI, sono stati letificati dall’ASCOLTARE il commento e OSSERVARE e RIFLETTERE il MATERIALE ESPOSITIVO.

Un doveroso e sentito GRAZIE va alla Scuola Media Statale “Giovanni Falcone” della Città di RENDE, provincia di COSENZA, alla BELLA e AFFASCINANTE CALABRIA, agli alunni/e, ai docenti e alla GUIDA TURISTICA cerignolana, l’amico GIUSEPPE DIMUNNO, che ha fatto visitare la CITTA’ di Cerignola, facendone gustare il “BELLO” della STORIA – TRADIZIONE – RELIGIOSITA’. Ringrazio il suddetto, altresì, per aver scelto anche il MUSEO ETNOGRAFICO CERIGNOLANO (1979), gestito culturalmente dal Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” e dall’ARCHEOCLUB d’ITALIA APS SEDE DI CERIGNOLA che mi onoro di aver fondato e presiedere.

Ringrazio anche l’amica, Sig.na SABINA LAPENNA, collaboratrice-donatrice del Museo, che ha offerto la sua piena disponibilità all’evento, presenziando alla VISITA DIDATTICA d’ISTRUZIONE.  

La CALABRIA è un ricco “SCRIGNO” di STORIA, di TRADIZIONI, di CULTURA, di una INDOMITA e INCONTAMINATA NATURA col suo INTENSO ed ESTESO VERDE, il MARE e il suo notorio sistema MONTUOSO.

Un’ora di SANA CULTURA per tutti i partecipanti. I Giovani mi hanno sorpreso, nonostante il corposo numero, presentandosi e manifestandosi in modo corretto, partecipativo e interessato, qualità che fanno onore a LORO stessi e alla SCUOLA che rappresentano.

Il mio intervento, subito dopo l’accoglienza, si è concentrato sulla data odierna, STORICA per la Città di Cerignola e per il Regno di Napoli, il 28 APRILE 1503, ricorrente l’anniversario della notissima “BATTAGLIA di CERIGNOLA”, combattuta nei pressi di Cerignola, che segnò la DEFINITIVA sorte del dominio SPAGNOLO, dell’intero REGNO di NAPOLI. La dura e sanguinosa BATTAGLIA fu combattuta tra Francesi e Spagnoli. Al comando dei Francesi vi era il DUCA di NEMOURS che perse la vita, mentre per gli Spagnoli il Capitano Consalvo da Cordova, che ne uscì vincitore, conquistando il titolo di PRIMO VICERE’ di NAPOLI, allorquando il RE risiedeva in Spagna. Il ricordo di tale battaglia, naturalmente, è stato corroborato dalle motivazioni che portarono alla decisiva BATTAGLIA e dalle conseguenze nefaste, per il MERIDIONE e per il popolo dell’intero REGNO di NAPOLI, avutosi con l’avvento del DOMINIO SPAGNOLO che durò dal XVI fino al XVIII secolo.  

Ma torniamo alla visita del Museo. La prima sosta è stata la “Casa del Bracciante”, ambientata alla fine ‘800 – inizi ‘900, ricostruita nella più semplice povertà. In origine e in realtà, era ubicata per lo più in un SEMINTERRATO, con il SACCONE (materasso) per dormire, fatto di TELA GREZZA di SACCO e pieno di PUNGENTE PAGLIA di GRANO, privo di lenzuola e di coperte, arredata con poca e misera suppellettile. Ambiente malsano per la presenza di fastidiosi insetti e umido. Un unico locale, unicubiculare, dove vivevano, nella più squallida miseria, anche più di dieci persone facenti parte un unico nucleo familiare.Vi era l’angolo cucina. Il cibo semplice, frugale, fatto soprattutto di erbe spontanee, legumi, patate e cipolle. La famiglia, a tavola, mangiava in unico piatto grande.

Fra i vari oggetti collocati nello stesso ambiente, facevo notare, ai presenti, una ZUCCA a forma di pera, collocata sulla parete, aggiungendo che nel suo ventre custodiva ben 365 fave. Il numero rivelato ha suscitato l’interesse degli antistanti che hanno prontamente risposto in coro: l’anno!!! Si, ho prontamente replicato. Era il CALENDARIO della povera gente analfabeta. Ogni giorno veniva tolta una fava. L’analfabetismo era una delle piaghe del meridione, soprattutto nella classe sociale più povera, quella BRACCIANTILE. Le FAMIGLIE PIU’ ABBIENTI mandavano, invece, i figli nelle scuole pubbliche e private.

Siamo passati nella SALA dedicata all’AGRICOLTURA. I giovani sono rimasti affascinati nel vedere la bellezza dei pesanti attrezzi di ferro, aratri semplici, polivomere, utilizzati per la CEREALICOLTURA. Di qui, il riferimento all’uso faticoso da parte dell’uomo che li usava e i cavalli e buoi che li tiravano. Così, altri numerosi attrezzi usati per le varie fasi della raccolta del GRANO.

Ho ritenuto soffermarmi, soprattutto, su un “PICCOLO” ma significativo ATTREZZO che ha procurato immenso dolore e sofferenza a tantissimi bambini e adolescenti, per il suo UTILIZZO, nell’800 e all’inizio del ‘900. Mi riferisco alla piccola ZAPPA, o meglio chiamato “ZAPPULLO”, usato dai bambini a partire dai 5/6 anni fino ai 13/14 anni, più o meno a cavallo dell’età adolescenziale. I figli di famiglie poverissime venivano reclutati per effettuare la scerbatura del grano ovvero la rimozione delle erbe infestanti in un campo di grano, nel mentre le piante erano ancora piccole. Questi ragazzini, alle 3:00-4:00 del mattino, venivano fatti salire sui carretti e trasportati sul posto di lavoro, lontano anche 20 chilometri di distanza dalla città. Una volta giunti sul campo, venivano posti in paranza e dotati di piccole ZAPPETTE, dal manico cortissimo, adatto per le loro braccia e mani. Questi dovevano procedere allineati, pronti, curvi per la rimozione dell’erba, sotto l’occhio vigile dei CURATOLI, i cosiddetti SOPRASTANTI. A questi ragazzini, per il duro lavoro al quale erano sottoposti, erano destinati pochissimi centesimi. GIUSEPPE DIVITTORIO, nostro concittadino, all’età di 5 anni, andava a raccogliere i piselli, dunque, conosceva molto bene lo sfruttamento esercitato dai ricchi padroni. Letteralmente, veniva loro “rubata” l’infanzia, senza scuola, senza gioco e senza socializzazione.

Nella stessa SALA, sono esposti gli ATTREZZI dei MESTIERI ARTIGIANALI scomparsi: il funaio, il carradore, il bottaio, il sellaio, il calzolaio che, molte volte, viene confuso con il ciabattino. Il primo costruiva le scarpe, il secondo le riparava. Ho spiegato che per il carradore era veramente difficile COSTRUIRE la RUOTA perfetta. Era necessaria, infatti, tanta PROFESSIONALITA’. Questi erano mestieri artigianali che si tramandava di padre in figlio e per intere generazioni. Solo, così, si ereditavano i “SEGRETI” del mestiere.

Gli studenti hanno avuto la possibilità, in pieno, di effettuare liberamente fotografie e filmati di quanto esposto nelle varie sale. La loro libera scelta è stata dettata, nello specifico, dal loro mero interesse personale, sviluppando momenti di genuina e sincera gioia per la loro ISTRUTTIVA VISITA DIDATTICA.

Un’ora nella quale i GIOVANI/E hanno potuto incontrarsi con la SANA CULTURA, sviluppando momenti di OSSERVAZIONE, RIFLESSIONE, ARRICCHIMENTO CULTURALE e di PROFONDA GIOIA nello stare INSIEME presso una STRUTTURA MUSEALE colma di informazioni, colori, luci e, soprattutto, amore per il “BELLO”.

Le FOTO che pubblichiamo ne danno testimonianza.

Cerignola, 13 maggio 2026                       Matteo Stuppiello

1 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – In entrata – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.
2 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – In entrata – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.

3 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – In entrata – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.
4 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – In entrata – Foto Sabina Lapenna 28.04.2026.
5 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Sabina Lapenna 28.04.2026.
6 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.

7 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.

8 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.

9 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.
10 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Sabina Lapenna 28.04.2026.
11 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Sabina Lapenna 28.04.2026.
12 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Sabina Lapenna 28.04.2026.
13 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.

14 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.

15 – Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Interno – Registro delle firme – Foto Matteo Stuppiello 28.04.2026.

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