LO STAGNAIO A CERIGNOLA *


Seguendo il percorso di riscoperta delle varie attività artigianali, presenti sul Territorio in stretta connessione con la realtà sociale ed agricola della nostra Terra, va tenuto in grande considerazione un mestiere ormai scomparso da tempo: lo STAGNAIO.

Lo STAGNAIO (1) produceva una ricca serie di “oggetti”, manufatti in metallo (ferro, zinco, latta, alluminio, rame, stagno) di uso quotidiano in casa, nelle campagne, nelle masserie a vocazione pastorale, nei frantoi e negli stabilimenti vinicoli, nei negozi di generi alimentari e nelle cantine; fra i tanti oliere, imbuti, utensili vari da cucina, stampi, tinozze; annaffiatoi, secchi; fiscelle per la ricotta e per i formaggi, colatoi per la pasta casearia, separatori della ricotta dal siero; cilindri per l’olio di varie dimensioni, sonde per prelievi di vino dalle botti, sessole per il prelievo di legumi, farina, pasta nella vendita al dettaglio; lampare per la caccia alle allodole con il lucignolo in stagno. Nella Sala dell’Agricoltura, della Pastorizia,  dei Mestieri Artigianali scomparsi e della “STANZA del BRACCIANTE” del  Museo Etnografico Cerignolano è raccolta ed esposta tutta la documentazione materiale sopra citata e tanto altro.

Lo STAGNAIO, poi, riparava, attraverso saldature a stagno, tutti gli oggetti  in metallo, che si bucavano o si rompevano e, forse, questa era l’attività più frequente nell’ottica del risparmio, che caratterizzava le passate generazioni: in particolare modo i bracieri, le pompe in rame a mano a zaino (a spalla), utilizzate dai contadini per irrorare gli oliveti ed i vigneti con poltiglia bordolese (latte di calce e solfato di rame) per sconfiggere le varie malattie crittogamiche, come la peronospora.

Importante era, inoltre, la stagnatura finale delle pentole di rame, che impediva il contatto diretto tra il rame e il cibo durante la cottura nel caratteristico pentolone in rame, evitando il rilascio degli ossidi dannosi, provocato dallo stesso contatto. In questa operazione l’artigiano manifestava una grande competenza per stendere a caldo il metallo, in modo uniforme per spessore e senza grumi o zone scoperte.

Vi erano molto spesso i manici dei vari coperchi delle pentole e i manici delle stesse che si dissaldavano o si rompevano.  Varie volte le pentole di alluminio si consumavano in alcuni punti, sul fondo, e necessitavano le riparazioni per chiudere il foro o i fori. Lo stesso accadeva per i vari contenitori come i secchi, per l’acqua cilindri piccoli per l’olio tenuti in casa, oliere etc.

Fra gli STAGNAI a Cerignola ricordo CELESTINO PEPE (*Cerignola 13.8.1880  +Cerignola 6.5.1977) (2) in Via Osteria Ducale n. 13, in una casa a piano terra del Palazzo della Principessa Pignatelli, amico di mio padre Michele, di vecchia data, inoltre il fratello Potito Pepe collega di mio padre Vigile Urbano. Da bambino, negli anni ’50, mi recavo spesso nella sua Casa-Bottega portando pentolame ed utensili da riparare. Volentieri appunto da bambino, andavo a portare un tegame di alluminio o un coperchio dello stesso metallo per un foro prodottosi sul fondo o per un manico dissaldato oppure per effettuare una ristagnatura nell’interno di una  pentola di rame usata da mia madre Lucia per realizzare una specie di torrone fatto da mandorle, zucchero e cioccolata:  l’impasto veniva continuamente girato con un cucchiaio fino ad amalgamarsi per  poi essere versato su un pezzo squadrato di marmo per raffreddarsi.

Dal Maestro Celestino Pepe (Mèst(e) C(e)l (e)st (e)n(e) )restavo esterefatto per la sua competenza ma soprattutto per la pazienza e meticolosità nell’effettuare le varie fasi di stagnatura. Seduto, un po’ curvo, tutto intento vicino la pentola poggiata sulle ginocchia coperte da un lungo grembiule, scrutava l’oggetto attentamente per trovare eventuali punti deboli per probabili fori successivi: la pentola veniva scrutata, girata, toccata in tutte le parti. Una operazione effettuata in silenzio senza distrazioni possibili. In piedi, ragazzino di 7-8 anni era immobile. Ero affascinato da questo signore anziano con quanto amore toccava e manovrava il tegame, gli attrezzi che usava rasmettendo un fascino irrefrenabile. Davanti a sé aveva un bancone di legno dove erano riposti i vari attrezzi che non saprei descrivere, vi erano anche altre pentole da riparare. La soddisfazione quando tornavo a casa con la pentola di rame dove l’interno era tornato “nuovo” ricoperto da una patina color argento che contrastava con il colore, rame, all’esterno.

Colgo l’occasione per ringraziare l’amico CELESTINO PEPE, nipote dell’Artigiano menzionato, per avermi fornito, in data 24 e 25 maggio 2018, delle foto di suo NONNO delle quali alcune vengono qui pubblicate con sua piena autorizzazione per la prima volta.

Cerignola, 27 luglio 2018                                 Matteo Stuppiello

 

*La SCHEDA è tratta da MATTEO STUPPIELLO, Lo Stagnaio a Cerignola, San Ferdinando di Puglia, 2012. La SCHEDA è tratta dalla LITOGRAFIA realizzata dal Prof. Salvatore Delvecchio a tiratura limitata in n. 250 copie, edita dal Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, dall’Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola e dal Museo Etnografico Cerignolano (1979). Occasione “Nel 40° Anniversario / della Prima Mostra / Foto-Documentale / “Cerignola Antichissima” / (1972-2012) / Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” /Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola / Museo Etnografico Cerignolano (1979)” –  “I Giovani interpretano il Museo Etnografico Cerignolano – XIV Edizione – “Lo Stagnaio” – Mostra grafico-pittorica degli Alunni dell’Istituto Statale d’Arte “Sacro Cuore” – Cerignola – Sala Mostre “Servo di dio Mons. Antonio Palladino” – Corso Aldo Moro, 89 – Cerignola, 19-26 maggio 2012, San Ferdinando di Puglia, 2012.

Bibliografia e note

(1) – Per le notizie sull’Artigiano ringrazio l’amico PIETRO REIBALDI (a.1950) con la madre Sig.ra ROSARIA GAMMINO (a. 1927), che abitano tuttora in Via San Nicola n. 42.

(2) – Si ringrazia l’amico NICOLA BORRELLI per la ricerca anagrafica presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di Cerignola.

Echi di STAMPA

– VITO DE MEO, La “Cerignola Antichissima” degli studenti – Ha chiuso domenica scorsa la mostra sulla figura ormai persa dello stagnaio, in ”MATTINO di Foggia e provincia” – Sabato 9 giugno 2012, p. 10.

– “CERIGNOLA – La mostra dedicata al mestiere dello stagnaio” – “L’ATTACCO” – Giovedì 24 maggio 2012, p. 20.

 

Cerignola – Il Maestro Celestino Pepe Artigiano Stagniaio – “Frammento” della Carta d’Identità datata il 29.2.1928 – Donata dal nipote Celestino Pepe in data 25.5.2018

Cerignola – A destra, il Maestro Celestino Pepe Artigiano Stagniaio – Concessa la riproduzione dal nipote Celestino Pepe il 24.5.2018

 

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Stanza del Bracciante – Veduta d’insieme di una parete – Foto Pierangelo Desantis – 26.7.2018

 

Cerignola – Museo Etnografico Cerignolano (1979) – Stanza del Bracciante – Particolare delle Pentole di Alluminio anni 30 – Foto Pierangelo Desantis – 26.7.2018

 

 

LITOGRAFIA realizzata dal Prof. Salvatore Delvecchio a tiratura limitata in n. 250 copie, edita dal Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna”, dall’Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola e dal Museo Etnografico Cerignolano (1979). Occasione “Nel 40° Anniversario / della Prima Mostra / Foto-Documentale / “Cerignola Antichissima” / (1972-2012) / Centro Studi e Ricerche “Torre Alemanna” /Archeoclub d’Italia Sede di Cerignola / Museo Etnografico Cerignolano (1979)” –  “I Giovani interpretano il Museo Etnografico Cerignolano – XIV Edizione – “Lo Stagnaio” – Mostra grafico-pittorica degli Alunni dell’Istituto Statale d’Arte “Sacro Cuore” – Cerignola – Sala Mostre “Servo di dio Mons. Antonio Palladino” – Corso Aldo Moro, 89 – Cerignola, 19-26 maggio 2012, San Ferdinando di Puglia, 2012.

 

VITO DE MEO, La “Cerignola Antichissima” degli studenti – Ha chiuso domenica scorsa la mostra sulla figura ormai persa dello stagnaio, in ”MATTINO di Foggia e provincia” – Sabato 9 giugno 2012, p. 10.

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